Le virtu' dell'Uomo delle Liste

Il nuovo viaggio intrapreso era una buona occasione per rivedere la sua vita. Cosa lo aveva protetto in tutti quegli anni nonostante la solitudine. Pensieri tristi gli attraversavano la testa mentre un tempo glaciale sembrava riflettere il ghiaccio nella sua anima. Come faceva a vivere senza nessuno che si occupasse di lui e senza occuparsi (non diciamo amare: qualcosa di inconprensibile per l'Uomo) di nessuno. Nemmeno un animale o una pianta.Probabilmente aveva dei tratti autistici e ogni contatto ravvicinato con altre persone lo metteva in crisi. Questo lo metteva da piccolo in balia dei bulli della classe o del paese che lo martirizzavano. Sin da allora pero' aveva scoperto delle qualita' sorprendenti che potevano proteggerlo e schermarlo dalla cattiveria altrui. Quando aveva imparato a leggere aveva scoperto la qualita' salvifica dei libri e della stampa in generale. Anche per strada o su un autobus prendeva un libro, una rivista e la sua mente scordava tutte le umiliazioni subite e volava in lontani luoghi dove era preso a giocare dei magici videogiochi. Le biblioteche erano portali magici verso questi mondi fatati. Poi aveva scoperto che usando delle cartine o delle mappe poteva viaggiare ovunque e progettare magnifici viaggi. Era riuscito a procurarsi delle mappe dettagliate dei luoghi dove viveva ed aveva cominciato a esplorarli in lungo e in largo a piedi, con la bicicletta, in moto e infine in auto. Da allora dovunque andasse si procurava queste mappe dettagliate e procedeva a questa esplorazione sistematica dei luoghi fino a scoprire il genio dei luoghi.

Un'altra porta magica l'aveva trovata nei film. Ogni giorno, da quando i mezzi glielo avevano permesso, aveva visto un film . In ogni posto dove andava. Le sale di proiezione erano poi state in parte sostituite dalle videocassette che aveva posseduto a centinaia finche' la tecnologia le aveva rese obsolete, dai DVD che ancora possedeva anche se non ne comprava piu', e infine da Internet.

Ancora l'ascolto della musica a casa prima alla radio poi dai dischi in vinile e ora da cd e da Internet, ma anche in teatro.

Le macchine e soprattutto la macchina per eccellenza lo assorbivano: perche' a differenza degli uomini, poteva capire come funzionavano e programmarle o solo smontarle e ripararle. E la possibilita' di capire la Natura e le leggi fisiche come una macchina con leggi semplici.

Infine l'ironia e soprattutto l'autoironia. La capacita' di non prendere troppo sul serio quel vecchiaccio che vedeva nello specchio. Di fare la linguaccia a se stesso alla sua faccia seria e preoccupata di vecchio solo in un mondo sempre piu' gelido.

Ricordava questa immagine straordinaria di ebrei sulla via dei campi di sterminio senza ormai piu' niente che leggono tranquilli un libro oppure scherzano tra di loro con la loro tipica autoironia.


Dopo il Naufragio