Il magico numero sette
L'uomo delle Liste era affascinato dal funzionamento della memoria e del cervello in generale. Perche' riusciva a ricordare benissimo il volto di un'attrice
famosa ma non il nome? E perche' questo stesso nome dopo un po' riappariva
dal nulla. Certe volte lo ricordava senza sforzo : Stefania Sandrelli. Altre
volte lo stesso nome spariva. Poi come facciamo a ricordare migliaia di
facce, parole,etc quando invece ci riesce difficile stabilire se un mucchio
di biglie contiene 13 o 14 biglie? Fino a mucchi di 7 biglie circa nessun problema: poi diventa tutto difficile. Questa incapacita' di identificare in maniera
assoluta degli stimoli che differiscono per un'unica variabile indica
una limitazione del nostro cervello. Questa incapacita' non riguarda la
memoria. Il fatto che possiamo invece distinguere (non ricordare) molto piu'
di 7 facce , dipende dal fatto che per le facce abbiamo molte piu' variabili
che le descrivono che per i mucchietti di biglie.
Per ogni "variabile" c'e' il limite di 7 ma con 2 variabili si possono
distinguere 49=7x7 cose; con 3 7x7x7 e cosi' via.
Questa limitazione a 7 e' presente anche ad altri aspetti nel funzionamento
del cervello: non riusciamo a prestare attenzione a piu' di 6 oggetti nello
stesso momento. Inoltre la nostra memoria immediata non puo' contenere piu'
di 7 "pezzi" di informazione . Quest'ultima capacita' sembra essere indipendente
dalla dimensione dei pezzi (in termini di informazione) per cui possiamo
ricordare 7 numeri o 7 parole:ma le 7 parole contengono molte piu'
informazioni dei 7 numeri.Questo comporta una straordinaria conseguenza:
se, per riconoscere qualcosa , abbiamo tempo , allora possiamo
organizzare quel qualcosa in sequenze intelligibili e aumentare a piacimento
la quantita' di informazione che possiamo discriminare: fermo restando
il limite di sette "pezzi" della memoria immediata.Ad esempio,per capire
l'alfabeto Morse, prima distinguiamo i ti-ta, poi le singole lettere
ti-ti-ti ta-ta-ta ti-ti-ti . E infine le parole complete.
Stiamo ricodificando il materiale da ricordare:raggruppando gli eventi
in ingresso , dando loro un singolo nome, e ricordando ora solo il nuovo nome.
La traduzione tra i codici dopo un po' di allenamento del cervello,
diventa automatica. A quel punto e' come se ricordassimo senza problema
numeri di centinaia di cifre.
Una delle forme piu' abituali di ricodifica che facciamo in continuazione
e' quella di descrivere tutto a parole. Da una certa eta' in poi e' come se
una voce si mettesse a parlare dentro di noi e continuasse in maniera
instancabile a descrivere a parole tutto quello che ci succede e in tal
modo migliorare il suo ricordo anche col pericolo di distorcere
i fatti originali. Perche' in seguito ci ricorderemo delle parole usate
per descrivere l'evento e completeremo lo stesso con altri fatti che
potrebbero anche non essere accurati.
Il processo della memorizzazione non consiste forse nel formare
"pezzi" sempre piu' grossi, raggruppando pezzi piu' piccoli, finche'
il numero di pezzi non e' arrivato al magico numero 7 e allora ricordiamo
tutto.
Il leone