Life of Pi

L'Uomo delle Liste era felice. Era tornato il sole ed aveva appena finito la sua passeggiata. Un commento di un parente leggermente ironico "oggi quante passeggiate farai?", gli aveva ricordato come per lui : l'unico bene era nella Passeggiata, al di fuori c'era l'abisso e il nulla. Ripenso' cosi' a cosa gli era rimasto di quello spaventoso week-end di Natale e si ricordo' dei film visti "Life of Pi" e "Samsara".

Una favola, la sua favola. Un ragazzo finisce naufrago su una scialuppa di salvataggio con una tigre. Per sopravvivere deve domare la tigre. E alla fine e' la tigre che lo fa sopravvivere abbandonandolo solo quando ormai e' al sicuro su un'isola.

Anche lui era un naufrago che sopravviveva in attesa di essere salvato. Ma cos'era la tigre? Era il suo corpo che poteva ammalarsi e abbandonarlo ogni momento. Era la sua mente che poteva a poco a poco sprofondare nella demenza. Era la spaventosa solitudine della sua situazione. Era la situazione economica che poteva peggiorare da un momento all'altro e lasciarlo senza mezzi per sopravvivere.

Ma nella fiaba c'e' anche qualcosa di meraviglioso che a tratti rende la situazione entusiasmante.

L'incredibile spettacolo della Natura e in generale del mondo. Guardato con occhi nuovi come fa il regista di Samsara. La Natura e l'Uomo e' crudele ma lo spettacolo fornito sia dai fenomeni naturali che da quelli creati dall'uomo e' stupendo. Se sospendiamo per un momento il nostro giudizio, la nostra paura, ecco che anche un macello dove migliaia di animali sono ridotti da esseri viventi a vivande da supermercato e' stupendo. Come lo spettacolo degli avvoltoi che scarnificano poco a poco una carcassa o di una tigre che ammazza per nutrirsi. O lo spettacolo di eserciti in parata. Come i nazisti prima della guerra. O di masse enormi che fanno ginnastica tutti assieme. O i pellegrini della Mecca.O gli incredibili slum delle metropoli del terzo mondo.

Gli spettacoli naturali sono anch'essi grandiosi e spesso letali come le onde degli tzunami, l'eruzione dei vulcani, la furia devastatrice dei cicloni. Se potessimo guardare, come nel film, lo spettacolo della terra animato ma con tempi cosmici (una schermata per anno): ci vedremmo come pulci o mosche attaccati disperatamente al manto della terra che ogni tanto, come un cavallo, ci scrolla via. Per non parlare delle distese desolate degli altri pianeti.

Come Pi dobbiamo imparare a convivere con questo e ad accettarlo come inevitabile. E a superarlo con l'aiuto di Dio qualunque cosa sia e della grazia.


Asperger?