Da 8 a 20

Da otto a venti anni ci mette il cervello di un malato di Alzheimer a ridursi in poltiglia.

L'Uomo delle liste usci' sconvolto dalla visione di un documentario sull'Alzheimer dove si vedevano pazienti in varie fasi della malattia. Da quando viene diagnosticata e il paziente e' perfettamente lucido e ne puo' ancora parlare con distacco. Quando siamo alla meta' e il paziente e' come un bambino di qualche anno, volubile talvolta divertente e talvolta scorbutico. Quando siamo alla fine in un letto di casa di cura. Non riconosce piu' nessuno e i parenti cercano invano di vedere nei suoi occhi una scintilla della persona che hanno conosciuto. Quando arriva la richiesta di staccare la spina.

Quando la malattia e' diagnosticata il danneggiamento e' gia' avanzato ma il cervello ha tanti neuroni che ancora riesce a compensare i collegamenti persi. Le terribili placche distruggono i collegamenti e poi gli ammassi neurofibrillari dentro i neuroni completano l'opera distruggendo gli stessi neuroni. Il cervello si restringe a vista d'occhio e quando si muore e' diventato come una noce bacata senza piu' quasi materia grigia.

L'Alzheimer e' un terribile esperimento di un dottore nazista o di un Hannibal Lecter che vi distruggono ogni giorno un po' di neuroni qua' e la' per vedere cosa succede. La nostra piu' grande conquista da piccoli : il linguaggio, le parole ci vengono tolte uno a uno. Il nostro linguaggio si impoverisce. Ogni giorno possiamo festeggiare la morte di una nuova parola. In fin dei conti a cosa ci servono parole come animula, incunambolo, miniatura, gingillo. La nostra vita si semplifica. In quei volti dementi sembra di leggere anche un po' di felicita'. Non sono loro che piangono ma i parenti che vedono sparire poco a poco la persona che conoscevano. Lo vedono diventare come Benjamin Button che muore bambino. La memoria del passato che ci definisce scompare poco a poco.


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