La zuppa del sasso

In fin dei conti la filosofia di vita dell'uomo delle liste era semplice: sopravvivere fino alla sera. Domani e' un altro giorno e si vedra'.

Si era costruita questa filosofia quando pensava che sarebbe morto giovane a causa della tubercolosi. Una ben strana malattia che a parte prendere innumerevoli medicine per anni (che lo avevano reso parzialmente sordo) e una terapia (il pneumotorace) fastidiosa ma non dolorosa, non gli aveva procurato nessun problema.

Anzi gli aveva risolto molti problemi che angosciano gli adolescenti (aveva 16 anni) come quello di legarsi a una donna. In seguito, quando molti anni dopo, dopo aver trovato un ottimo lavoro, (la malattia gli aveva anche risparmiato la seccatura del servizio militare) si era reso conto che non sarebbe morto, ormai era troppo tardi.

Le due persone che forse avrebbero potuto riportarlo a una vita normale: sua madre e il fratello gemello erano l'una morta e l'altro impazzito. Si era cosi' tuffato nel suo lavoro entusiasmante e gli anni erano passati in fretta: 10, 20, 30 ed ora a 40 era arrivato alla pensione e come Steve Carell nel suo film poteva dire : 60 anni ancora vergine.

Aveva sognato che a lui, il Fisico Tisico, la Natura o almeno la Fisica si rivelasse come una bella donna rivela la sua Fi** al suo amante, ma le cose no erano proprio andate cosi'. Comunque era stato un bel viaggio.

Una delle cose che lo interessava era di trovare dei modi generali di risolvere problemi.Pensava che usando uno di questi metodi avrebbe potuto applicarlo al problema "fidanzarsi" e tutto si sarebbe risolto.

In effetti questo era un problema, che fedele alla sua filosofia "solo l'oggi e' importante" , piu' temeva di risolvere. Come Ciaikovsky nel film "L'altra faccia dell'amore" temeva che il tutto si rivelasse una trappola, un terribile incubo che avrebbe distrutto per sempre la sua vita.

Solo problemi risolubili in una giornata o al massimo nell'arco di una settimana o un mese lo interessavano. Ogni cosa al di fuori di questo orizzonte era avvolta nella nebbia e confusa.

Gli piaceva il fatto di poter ripartire "da zero" ogni mattina con le possibilita' immense offerte da questo continuo inizio. Ed ogni mattina il primo atto della sua nuova vita era quello di prepararsi per uscire.

Era proprio a questo "problema" che spesso applicava il metodo della "zuppa del sasso". Ogni mattina gli ci volevano da 30 a 60 minuti per prepararsi. Una noiosa corve' ,finita la quale, lo aspettava la colazione al bar e l'aggiornamento su cio' che succedeva sui giornali e Internet. Era in questo periodo magico che tutto poteva succedere.

Alcuni soldati tornando dal fronte passano in un villaggio: non hanno niente da mangiare e vogliono convincere i diffidenti abitanti a sfamarli. Allora mettono una marmitta sul fuoco , la riempiono di acqua e ci aggiungono un sasso. A curiosi abitanti che si avvicinano spiegano che preparano "la zuppa del sasso": se vogliono assaggiarla anche loro devono aggiungere qualcosa, qualsiasi cosa. E' cosi' uno porta mezza patata, l'altro una foglia di rapa, etc.. finche' non e' pronta davvero, col contributo di tutti, una gustosa minestra.

Nella pratica si poteva vedere l'uomo delle liste concentrarsi sul fine di "prepararsi per uscire" e di fare una cosa, qualsiasi cosa che lo avvicinasse a questo fine. Eccolo allora uscire la camicia pulita e prepararla per indossarla. Oppure ascoltare musica con gli auricolari e fare tutte quelle cose che poteva senza togliersi gli auricolari. Finche' dopo molti piccole cose non gli rimaneva che fare la cosa che piu' lo seccava : farsi la barba. Ma ormai sapeva che in 5 minuti era pronto per uscire e chi non fa una cosa anche spiacevole, se dura solo 5 minuti e poi puo' finalmente farne una piacevole?


Il sopravvissuto