L'ultima salita alla Montagna Magica
Anche quell'anno il soggiorno nel paese in alto, sulle pendici della Montagna Magica, stava per concludersi. Questa era l'ultima salita prima di tornare alla terra di giu' della vita normale
e affannata di ogni giorno. Qualunque fosse il tempo dedicava 45 minuti a salire.
Dopo un minuto aveva gia' lasciato la strada principale del paese e gia' saliva verso
la montagna. Dopo 5 minuti arrivava alle ultime case e poteva gia prendere il suo
sentiero. Dopo 10 l'ultimo abbaiare di cane si spegneva ed entrava in un
silenzio interrotto solo da grida improvvisi e squillanti di uccelli.
Man mano che i minuti passavano, veniva preso dalla magia del luogo. Quel giorno specialmente il sole che brillava sugli alberi del sentiero , contrastava con la nebbia
che riempiva tutta la valle e sembrava simboleggiare la chiarezza di idee quando saliva.
Procedeva a zig zag recitando la sua lista come un mantra e riusciva a superare un
grosso dislivello senza quasi pensarci . Allo stesso modo alcuni problemi che, nella
terra delle nebbie di giu', lo assillavano, si scioglievano come neve al sole. Trovava il modo
di risolverli. Prima di partire faceva una colazione abbondante e si portava dietro solo
una bottiglia d'acqua. Quando, dopo 45' minuti, arrivava sudato alla meta, beveva l'acqua
e poteva digerire piu' facilmente la colazione fatta, per cui gli sembrava come mangiare
daccappo. E per una persona ossessionata dal cibo come l'uomo delle liste, questa sensazione di pacevole stanchezza e di sazieta' contribuiva al suo benessere.
Talvolta il suo corpo dimostrava questo stato scorreggiando. Per un uomo cosi' controllato
nella vita sociale come l'uomo delle liste, era un modo per riappopriarsi di una spontaneita'
perduta.
Una volta era arrivato al punto di dover al piu' presto defecare se non voleva farsela addosso.
Vedeva la montagna troppo ripida accanto e non sapeva dove andare , finche' non trovo'
una piccola radura accanto al sentiero e lascio' il suo ricordo come fanno i cani e i
gatti che marcano i luoghi dove passano con le feci.
Ripassando ancora una volta per quel sentiero dove saliva ogni mattina , rivedeva il punto
dove aveva incontrato due o tre volte una volpe. La prima volta non si era accorta subito
della sua presenza ed aveva potuto osservarla con la sua lunga e folta coda, a lungo.
Poi l'aveva sentito ed era scappata subito.
Un'altra volta aveva sentito un breve muggito : si era voltato nella direzione del suono ed
aveva visto giu' sulla destra due cervi correre veloci e silenziosi.
La discesa era rapida e quasi non si accorgeva del tempo che passava:era ansioso di tornare
giu' e mettere in pratica le idee che aveva avuto salendo.
Al ritorno faceva sosta solo a una magnifica siepe di more e il sapore di quei frutti era
un'altro piacere di quella salita giornaliera.
Sperava che nei giorni del prossimo autunno e inverno , quei ricordi cosi' belli lo avrebbero
riscaldato e sostenuto. Sperava di poter affrontare altre salite in maniera cosi' semplice:
andando a zig zag e recitando le sue liste.
Finche' in Primavera i pioppi non avrebbero ripreso tutte le loro foglie e come sirene ,
stormendo nel vento, avrebbero cominciato a cantare con una voce che solo lui
riusciva a sentire:vieni, vieni , ti aspettiamo sulla Montagna Magica.
Convalescenza