Il Sopravvissuto
I sopravvissuti alle catastrofi passano attraverso quattro fasi : quella eroica,
quella della luna di miele, disillusione e ricostruzione. L'Uomo delle Liste
quel giorno si sentiva un sopravvissuto. Una caduta inaspettata nella sua
stessa casa mentre faceva una cosa che aveva fatto migliaia di volte.
Era scivolato velocissimo ed aveva sbattuto con la testa sullo spigolo della
porta. In quegli attimi si era detto " Ci siamo: ecco come succedera'".
Poi pero' si era rialzato e la sua testa non gli doleva. Era tornato a letto
e dopo alcune ore si era alzato. Nessuna conseguenza nemmeno un bozzo alla
testa.
Mentre riprendeva la normale giornata di lavoro, l'immagine della sua
caduta tornava daccapo e daccapo. Il suo stato d'animo passava dall'euforia
per averla scampata, alla tristezza di sentire quanto era vulnerabile anche
nel posto che doveva essere il piu' sicuro per lui.
Quella mattina , al suo risveglio, la tigre lo aveva quasi sbranato.
In quei giorni che pure erano di grande fervore e realizzazione nel
lavoro, c'erano dei piccoli segni che lo avevano turbato.
Il giorno prima aveva incontrato un conoscente di vecchia data. Non lo
vedeva da piu' di un anno e l'ultima volta lo aveva trovato malridotto
da una malattia degenerativa. Aveva fatto finta di non vederlo, per non
dover sostenere un colloquio penoso, ma il conoscente lo aveva visto e lo
aveva seguito fermandolo. Aveva constatato con piacere che la malattia non
sembrava aver progredito. Anzi il conoscente gli aveva dato dei consigli
su come comportarsi quando sarebbe andato in pensione. Aveva dieci anni in piu' dell'Uomo delle Liste. Alla fine, ai saluti, L'Uomo delle liste gli aveva
detto "Speriamo di rivederci ancora". E aveva pensato con tristezza
alla possibilita' per quell'anno di non tornare sulla "sua" montagna per
paura di cadere.
Nel suo ultimo lungo viaggio con la macchina da solo , si era ritrovato
in un posto dove il manto stradale sembrava ghiacciato. Procedeva piano
con la paura che la macchina finisse fuori strada. Ma si era formata una
fila di Tir dietro di lui ed avevano cominciato a suonargli il clacson.
Aveva dovuto accellerare ed anche allora aveva pensato " Ecco, cosi' succedera'".
Per una strana coincidenza sembrava che i film di vecchi aumentassero
sempre piu'. Il vecchio nel film e' sempre malato e viene fatto morire
senza nessun rimorso dal regista. Guardava questi film come si guarda
un documentario su una nazione dove stiamo per fare un viaggio.
Voleva usare i film per preparare il suo viaggio in questo paese
incantato della vecchiaia. Ma solo un vecchio puo' fare un buon film
sui vecchi. Come Clint Eastwood con Gran Torino o Gianni di Gregorio
con "Pranzo di ferragosto".
Ma forse uno dei piu' bei film sulla vecchiaia e' Uomini di Dio
(Des hommes et des dieux) ed e' stato fatto da un regista di "soli"
quaranta anni. Ha preso un gruppo di vecchi attori e li ha fatti vivere
come i monaci cirstercensi che dovevano interpretare. Ne e' venuto fuori
un ritratto struggente di una comunita' che e' finita martire non per
motivi religiosi ma perche': "Cosa ci vado a fare in Francia, non c'e'
nessuno che mi aspetta. E' qui (in Algeria) il mio posto.
L'Uomo delle liste ogni tanto, pur nella sua solitudine, si metteva
a parlare dentro di se di come avrebbe raccontato la sua ultima caduta
ai suoi parenti. Poi ripensava al fatto che le persone a cui raccontarla
erano sempre di meno; finche' sarebbero rimasti solo i morti.
Ricordava un suo parente che gli aveva raccontato di come avesse
insegnato a leggere ai figli scrivendogli le parole sulla spalla.
Come gli sarebbe piaciuto avere un ricordo del genere riguardo a sua
madre. Eppure era sicuro che sua madre in qualche modo fosse dietro al
fatto di essere rimasto incolume. Ogni tanto gli veniva in mente
quest'immagine di una donna che come nella pieta' di Michelangelo,
tenesse in mano e sostenesse il suo corpo da vecchio.
Storia del Cambiamento