Elogio della Solitudine

In Praise of Solitude
L'Uomo delle Liste,avendo vissuto una vita da solo, non aveva paura della Solitudine. Anzi avrebbe potuto scrivere un elogio alla Solitudine oppure fare un corso su come vivere con gioia questa condizione. Non che la sua fosse la vera Solitudine,quella che fa paura,la solitudine dei vecchi e dei malati isolati e sfuggiti da tutti. Era invece quella solitudine piu' sopportabile di cui si ha paura nei giorni di festa o di ferie, quando non abbiamo il lavoro a tenerci occupati e lontani da tristi pensieri.Ora la gente e' arrivata al punto da portarsi con se la famiglia e il lavoro ovunque sotto forma di telefonino. E telefona in continuazione o ostenta,anche se e' sola, la sua importanza rispondendo a continue chiamate. Sembra che solo una continua vita sociale, un continuo contatto con gli altri li mantenga in funzione. Toglietegli questo e sembrano collassare nel nulla. Per l'uomo delle liste,invece, i periodi di festa erano accolti con gioia. Erano i giorni in cui poteva finalmente ascoltare la propria voce senza interferenze:quella voce che lo guidava nella vita giorno dopo giorno amica e amorevole come l'abbraccio di una madre.Quella voce che commentava con umorismo tutte le sue difficolta' sociali e li rendeva accettabili. In questi giorni poteva anche ascoltare la voce della natura che cantava attraverso gli alberi o il mare. Aveva tempo per inondare il suo cervello in straordinari ritmi ascoltando musica con una cuffia, oppure per immergersi in altrettanto straordinare realta' virtuali guardando un film al cinema o solo leggendo un nuovo romanzo. Poteva godere del conforto della sua casa o del piacere di un lungo sonno. Aveva finalmente tempo per spendere i suoi soldi in spese pazze, solo per il piacere di farlo. Insomma davvero non capiva la paura che avevano gli altri del vuoto di questi giorni.


La promessa del sonno


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