| M nacque il giorno che dissotterrarono la sua bara e la portarono a casa estraendone il corpo e mettendolo sul letto. Poche ore ore dopo il suo cuore comincio' a battere e i suoi polmoni a respirare. ... Egli mori' quando ormai era diventato un bambino piccolo e impotente. Un medico attacco' un tubo dalla placenta della madre al suo ombelico e lo costrinse a rientrare nel ventre materno spingendolo col forcipe per far entrare il suo testone. |
Quante cose abbiamo imparato nei primi anni di vita. E poi diamo per scontato di saperle fare per sempre. Come se il nostro corpo fosse una macchina ben programmata, sempre in perfetta efficienza. Controllare lo sfintere e la vescica. Mangiare senza sbrodolarsi. Riuscire a vestirci indossando tutti i vari pezzi del nostro abbigliamento. Abbottonandoci, chiudendo chiusure lampo, allacciando stringhe. Poi ancora ogni giorno a lavarci, pettinarci, farsi la barba. Riuscire ad annodarsi la cravatta. Per fortuna che i capelli li facciamo tagliare ancora al barbiere. Tagliarsi le unghie.
Tutta un'immensa corvee quotidiana che prima viene eseguita dai genitori e poi apprendiamo a farla noi stessi diventando autonomi. E con la vecchiaia tutto viene rimesso in ballo. E non abbiamo parlato di riuscire a scrivere e leggere e poi anche a parlare. Tutte attivita' che nemmeno il piu' intelligente computer/robot riesce a fare.
Ma a un certo punto cominciano a pesarci per un motivo o per l'altro o magari ci scordiamo come farli da un giorno all'altro. Per questo i vecchi,come i bambini, dovrebbero procurarsi dei nuovi genitori che li accudiscano in questa fase critica della loro vita. Ma adesso possono essere genitori di se stessi e programmare una nuova entusiasmante stagione di apprendimento.
Fino a quando,nudi come erano nati, ritorneranno nel ventre materno.
Dove sono?