Stranamente, si disse l'Uomo delle Liste, le sue considerazioni si adattavano molto bene alla sua vita da pensionato. In fin dei conti come dice il protagonista, tutti dobbiamo morire. Ma la Pensione ti toglie il tuo Futuro e rimani intrappolato in un limbo fatto di eterno presente.
Da ragazzo come studente e da adulto come lavoratore il Futuro era li davanti a te concreto come un sentiero di montagna ben visibile che va verso la meta che si intravede in lontananza. La Pensione e' come un bombardamento che distrugge la strada davanti a te e ti ritrovi a girare nella foschia senza meta.
Devi trovare un senso alla vita che ti resta, devi trovare una nuova meta e un nuovo sentiero. Cosa sei adesso? Come ti presenti agli altri? Dire che sei un pensionato non significa nulla: il pensionato e' un nullafacente che viene pagato per non fare nulla. Questa non e' una storia, e' l'assenza di una storia, una vita dissipata.
Allora cos'era adesso l'uomo delle liste? Se non poteva piu' dire di essere un ricercatore in un famoso laboratorio perche' era stato cacciato dallo stesso oramai da 4 anni e non era piu' tornato, poteva sempre dire di essere un Divulgatore Scientifico che scriveva di Scienza su Internet.
Oppure un Artista che creava immagini frattali sul computer e le pubblicava su Internet.
O un custode dei ricordi delle famiglia che faceva foto settimana dopo settimana e le conservava su Internet.
Oppure un Esploratore del nuovo Territorio dove si era trasferito che batteva palmo a palmo, paese dopo paese, sentiero dopo sentiero.
Oppure un intrepido lottatore contro l'Alzheimer che conbatteva conservando ogni giorno la memoria delle sue Liste.
E ancora uno che esplora cosa riesce a fare ancora il suo corpo.
Ma arriva poi il punto in cui sei troppo confuso e allora devi far decidere agli altri. E l'unica cosa che allora ti puo' aiutare, oltre l'aiuto degli altri, e' un oracolo, un viaggio a Lourdes, un pellegrinaggio a Compostela, aprire un libro a una pagina a caso, leggere le memorie di un tuo compagno di sventura,...