Il Purgatorio

The Pearly Gates of Cyberspace: A History of Space from Dante to the InternetMargaret Wertheim
La chiesa del medioevo aveva fatto questa straordinaria invenzione del Purgatorio. Mentre le anime dannate e quelle beate finivano all'Inferno o in Paradiso in eterno staccandosi dalla comunita' dei viventi, le anime del Purgatorio erano in stretta comunione coi viventi. Da vivi bisognava pensare non solo ai nostri confratelli in carne ed ossa ma anche ai defunti che nel Purgatorio avevano bisogno di noi. Questo mondo veniva sentito come reale e tutti i fedeli facevano opere di bene per accontentare i loro defunti. Questi erano parte integrante della vita del fedele che li ricordava nelle preghiere,nei sogni,etc... Era inteso che anche i defunti potevano far del bene ai vivi contraccambiando. La bara di un nuovo defunto diventava una specie di casella postale tra questi due mondi e non era raro il caso di qualche parente del defunto che durante la veglia funebre portasse qualche oggetto da mettere nella bara perche' un altro defunto lo aveva chiesto in sogno. Tutte queste riflessioni portarono L'Uomo delle Liste a pensare a cosa diventano i defunti nel Ciberspazio. Il Web e' cosi' recente che ancora non abbiamo pensato a questo: ma fra 100 anni tutti i milioni di persone con una Home page sul Web saranno morti. Cosa sara' successo di essi nel Ciberspazio? Le home pages saranno a poco a poco invase dalla ruggine dei link fino a scomparire oppure i defunti avrebbero continuato a vivere anche dopo la morte. Magari degli agenti informatici messi in azione dallo stesso defunto o dai suoi parenti avrebbero continuato a curare le pagine magari rispondendo a nome del defunto alla posta elettronica. Quando guarderemo la home page di qualcuno, allora andremo a vedere subito il CV scoprendo magari oltre la data di nascita anche una data di morte. Il ciberspazio diventera' come il Purgatorio dei cristiani e ogni persona che abbia vissuto avra' la sua home page. Ecco,si disse L'uomo delle Liste, potrei creare l'home page di mio padre e mia madre. Nelle pagine dedicate al padre avrebbe potuto finalmente pubblicare quelle poesie che il padre aveva inutilmente cercate di stampare. Quante delle pagine di Internet che guardiamo ogni giorno appartengono a un defunto? E cosa c'e' di strano? Forse che i libri che leggiamo non ci uniscono gia' alle persone che l'hanno scritte? E che dire delle foto, dei filmati? Non sarebbe per noi una grande consolazione guardare la gente ogni giorno leggere le poesie scritte dal padre e magari mandare un mail per complimentarsi? Il padre dal Cielo avrebbe guardato e gli avrebbe sorriso.


Il Samurai del ciberspazio


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