L'ultima casa : preludio al Grande Viaggio

Anche quell'anno l'Uomo delle Liste prese una casa per passare le vacanze estive. La piu' grande, la piu' bella. Tutto si era svolto magnificamente sulla Montagna Magica : i suoi parenti erano venuti ed avevano scalato la montagna con facilita'. Eppure nell'aria c'era un'atmosfera irreale : perche' quella era l'ultima vacanza prima del Grande Viaggio.

La casa in se stessa, lasciata dai padroni per passare le vacanze in patria, era un magnifico viaggio in un'altra famiglia con una cultura completamente diversa. Era come guardare il mondo con gli occhi di un'altra persona. Come guardare dei pesci in un acquario.

Fra poco il Grande Viaggio sarebbe cominciato e avrebbe dovuto nuotare tra i pesci e forse queste radiose immagini di vacanza lo avrebbero aiutato a sopravvivere.

Ma al tempo stesso non poteva smettere di pensare che dopo una vita tutto sarebbe finito tra qualche mese e che ogni cosa che faceva era l'ultima. Finche' era durato era stato bellissimo ma ora doveva prepararsi a ricominciare da zero.

Fra poco lo avrebbero pagato per non fare niente. In apparenza sembrava bello: un'eterna vacanza davanti a se. Ma in effetti tutto gli ricordava le scritte sui cimiteri di eterno riposo.

Anche i suoi parenti avevano vissuto la vacanza come la loro ultima. Alcuni anche a causa delle loro condizioni fisiche. Ormai la generazione dell'Uomo delle Liste, quella dei baby boomers, era la vecchia generazione. Tutta una serie di problemi stavano nascendo.

La nuova generazione intanto cominciava ad affacciarsi e a subentrare alla vecchia. Ma questa nuova generazione, quella dei nipoti, era lontana e difficilmente avrebbe influito sulla sua vita futura.

Il preludio si era concluso con una rimpatriata nel paese dell'infanzia. In pochi giorni avrebbe riacquistato i vecchi amici d'infanzia, se solo avesse deciso di fare del paese la sua Itaca.

Anche nel posto dove lavorava la gente sembrava ad un tratto interessarsi a lui che finora sembrava essere trasparente. Bentornato! E' vero che fra poco vai in pensione. Tutti erano gentili e sorridenti.

Poi c'erano altri segni indecifrabili. Come il cero acceso davanti al suo santo preferito in quella chiesa dove non aveva certo pensato di andare. O i parenti che provavano le chiavi della sua casa. Una citta' nella quale voleva stare evocata per caso dai discorsi di conoscenti.E ancora il sogno straordinario di una citta' che emergeva dal fango.

Quest'ultimo sogno lo aveva lasciato sconvolto perche' l'aveva interpretato dapprima come il fatto che in poco tempo avrebbe dimenticato le sue beneamate liste ( cioe' la citta' scompariva nel fango). Invece dopo un mese che non le aveva piu' recitate perche' era coi parenti, in un solo giorno le liste erano riapparse nella sua memoria. Allora si rese conto che ormai facevano parte integrante del suo inconscio e che la citta' stava poco a poco emergendo come Pompei.

Ma il Grande Viaggio doveva ancora cominciare. E finche' non fosse finito, non poteva decidere niente. Solo al suo ritorno tutto sarebbe stato chiaro.

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