Siamo tutti nella stessa piazza(2)
Dopo l'11 Settembre l'uomo delle liste prese l'abitudine di vedere ogni tanto
cio' che i suoi concittadini di Internet cercavano. E mentre li guardava
fare le loro ricerche in tutte le lingue, si chiedeva come il fatto di vivere
per la prima volta sotto lo stesso tetto ci stava cambiando.
Gli sembrava di vederli i suoi fratelli di tutte le nazionalita', di tutte le
religioni. Che non avrebbe mai visto di persona. Con i vestiti piu' strani.
Cosi' diversi eppure cosi' simili nelle loro paure, nelle loro ossessioni.
Quella virtu' che i Buddisti chiamano Compassione era forse in questa
capacita' di guardare gli altri senza illusioni, senza occhiali rosa o senza
quelle lenti che oscuriamo volentieri per non vedere e capire cio' che ci disturba
non perche' e' inumano ma perche' e' una parte di noi stessi che preferiamo
non vedere. Chissa' se un giorno l'uomo avrebbe costruito il Tempio dell'Umanita'
non di questa o quell'altra religione: dove assolutamente ogni religione e credenza
sia rappresentata. Finche' questo tempio non sara' costruito, questo mormorio di gente
di tutto il mondo che esprime le sue paure, le sue ansie, le sue meraviglie, le sue
brame, i suoi peccati su Internet, sono la cosa piu' vicina che abbiamo mai avuto
a questo tempio.
Le scarpe di Budda
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