Siamo tutti nella stessa piazza
come reagi' l'uomo delle liste agli episodi terribili dell'11 Settembre? Intanto,
non guardando la televisione, ne ebbe notizia solo il giorno successivo quando come
al solito compro' il giornale. A quel punto pote' fare una rapida ricerca su Internet
e rendersi conto che il mondo era ancora in piedi. L'america aveva bloccato i voli ma
non Internet e i fatti del giorno precedente erano,a parte l'incredibile reazione,
rimasti isolati. A questo punto non restava che sperare in un rapido ritorno alla
"normalita'". Nonostante la "guerra" e' proprio questo che successe nei giorni seguenti.
I terroristi erano silenziosi mentre l'enorme macchina della guerra di Bush e mondiale
veniva dispiegata. Ma per fortuna questa macchina prima di scatenarsi cercava di
chiarire i suoi obiettivi in modo da evitare passi falsi. Ecco si disse l'uomo delle
liste : ormai siamo tutti nella stessa piazza e tutte le regole cambiano. E' la
differenza tra i crimini commessi nella nostra vita normale piena di mura e ghetti
e quelli invece commessi in uno stadio. In uno stadio dove decine di migliaia
di persone stanno assieme, si prendono tutte le precauzioni possibili per evitare
episodi di intolleranza e conflitto che potrebbero degenerare in stragi. La situazione
attuale,si disse l'uomo delle liste, ha avuto un solo analogo storico ben 2000 anni fa.
Infatti i Romani si trovarono a gestire un impero che comprendeva un quarto dell'umanita'.
Un tale impero,nonostante fosse conquistato con la forza, poteva durare solo con la
tolleranza. Un editto dell'imperatore ci metteva un mese ad arrivare ai confini dell'impero
e l'impero romano e' il massimo che si poteva raggiungere con la tecnologia dei tempi
(la scrittura e le strade). I cittadini delle regioni conquistate diventarono a poco
a poco anch'essi cittadini romani. I romani tolleravano in genere le religioni locali,
basta che queste non interferissero col potere centrale. Ogni attacco "terrorista" al
singolo legionario o cittadino romano provocava una risposta "smisurata" : necessaria
per mantenere la pace. Altrimenti in pochissimo tempo l'impero sarebbe andato in frantumi.
Ora si disse l'uomo delle liste, la comunicazione tra gli uomini e' istantanea e questa
possibilita' ha fatto crollare poco a poco tutti i muri:a cominciare dal muro di Berlino.
Questi muri non sono stati distrutti da una potenza egemone come quella di Roma, ma
dal popolo, spontaneamente. Ed ora eccoci qua tutti nella stessa piazza, nello stesso
spazio che ci piaccia o no. Nessun gruppo puo' pensare piu' di agire "da fuori" entrando
e uscendo a piacere, come facevano i barbari, nei confini dell'impero per distruggerlo.,
per il semplice motivo che questi confini non ci sono piu'. Come in uno stadio dobbiamo
accettare tutti nuove regole e isolare i terroristi, per poter continuare a vivere
pacificamente insieme.Internet e' il primo spazio creato dall'uomo veramente universale
dove tutti ci sentiamo cittadini a pari diritti.Nessuno ci fara' tornare indietro ai
nostri steccati di prima di Internet. Ogni reazione e' giustificata . Un merito va dato
ai terroristi dell'11 Settembre: hanno messo i governi restii a riconoscere questo nuovo
fatto, di fronte a questa realta'. E cosi come il popolo di Internet ha scelto spontaneamente
l'inglese come lingua comune, cosi' l'America e' stata "scelta" dagli stessi terroristi
a guidare questa campagna necessaria a garantire la nostra pacifica vita nel ciberspazio.
Siamo tutti nella stessa piazza(2)
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