Sono il morbo di Parkinson di S. La mia malattia viene chiamata cosi' perche' Parkinson mi descrisse per la prima volta con grande dettaglio.
Io distruggo a poco a poco le cellule del cervello di S. nella zona chiamata sostanza nera(SN). L'effetto di questo S. comincia a risentirlo anni dopo che e' cominciata la distruzione sotto forma di mano che trema a riposo. Il problema e' che quelle cellule che ho distrutto producevano una sostanza detta dopamina che serve a comunicare a una zona del cervello il controllo del movimento. Senza piu' segnali questa zona si mette a lavorare in proprio e manda segnali incessanti di muoversi ai muscoli della mano (3-6 volte al secondo)
Un altro scherzo che gioco ad S. e' quello di irrigidire i muscoli in quanto non ricevono piu' i relativi segnali del cervello di rilassarsi.
E inoltre ovviamente ogni tipo di moto diventa come quello di un burattino metallico che si arrugginisce o un giocattolo che perde la carica. S. ancora non lo sa ma a un certo punto comincera' a camminare a scatti, fermandosi all'improvviso e ripartendo con sforzo.
Per un po' di tempo la dopamina fornita dalle medicine fara' effetto e allora S. ad un tratto riacquistera' la fluidita' di movimenti delle persone senza malattia. Ma queste medicine gli procureranno anche un sacco di problemi:ora il cervello che prima era congelato, comunica un po' troppo. Ed ecco l'apparire di tic, allucinazioni,etc... Qualcuno ha infatti paragonato la mia malattia a una schizofrenia al contrario.
Fino a pochi anni fa non c'era nessuna medicina per alleviare i sintomi e riuscivo a far morire in 5-15 anni. Ma non ero io a procurare la morte : semplicemente costringevo gradualmente il pazient all'immobilita' finche' non finiva a letto. A quel punto ormai non riusciva piu' ne a parlare ne a scrivere. Deglutire era un problema e la persona moriva per aver ingerito liquido nei polmoni o per infezioni delle piaghe da decubito.
Poi hanno scoperto la levodopa e altre medicine che mescolate opportunamente rallentano almeno di 10 anni le complicazioni fatali. Non e' che queste medicine rallentino la malattia ma alleviano i sintomi. Di conseguenza se la persona vuole suicidarsi basta interrompere le medicine e si ritrova come congelato nel suo corpo come i pazienti di Awakenings.
In questi 10 anni in piu' si susseguono 2 fasi principali: la "luna di miele" in cui le medicine funzionano perfettamente e il paziente scorda quale terribile sorte lo attende e la fase dei tic. Questi li chiamano anche discinesie o coree. Corea in greco significa danza. E in effetti il paziente si mette a danzare : ma non sono io a farlo danzare, E' invece la dose eccessiva di levodopa o altro usata che produce la danza. E questo dipende dal fatto che il mix di medicine funziona sempre meno ed occorre aumentare la dose. Le persone in questa fase come Michael Fox sono interpreti perfetti di mirabili filmati su youtube, (Questo lo si vedeva anche nel film Awakenings con De Niro che si mette a danzare.
A un certo punto le medicine non faranno piu' effetto, ed allora bisognera' ricorrere a mezzi piu' drastici per controllare i sintomi e far vivere ad S. una vita piu' decente. Uno di questi consiste nell'infilare nel cervello due fili metallici fino alla zona che sta sempre a scattare come impazzita creando il tremore e fanno passare una piccola corrente che impedisce ai neuroni di scattare e da un po' di sollievo a S.
Alla fine dopo molti e molti anni (non ho fretta nel distruggere i suoi neuroni) ecco che anche i movimenti necessari per nutrirsi e per deglutire la saliva gli diventano difficili. Diventa sempre piu' magro e sbava in continuazione. Alla fine devono nutrirlo con una sonda. Nel frattempo e' probabile che altri straordinari sintomi compresa la demenza siano sopravvenuti. Ma se S. ha un corpo sano ed e' assistito bene, allora continuera' a vivere per anni ancora come un vegetale finche' qualche infezione o qualche altra malattia non provvedera' a mettere fine ai suoi giorni. No io non ammazzo le persone ma provvedo a fargli vivere un'appassionante esperienza sul viale del tramonto della vita.
Un famoso parkinsoniano e' stato papa Woitila e vi ricordate come era ridotto negli ultimi tempi. Un altra persona famosa con la quale ho danzato il mio strano ballo , e' Muhammad Ali. Egli dice che e' grato ad Allah per avergli finalmente inviato qualcuno contro il quale non puo' vincere.
Certo e' che le persone dopo mesi o anni di questo incessante balletto col sottoscritto diventano comprensibilmente depresse .
Per fortuna che oltre alla levodopa c'e' anche la musica e quindi la danza che ha degli straordinari effetti benefici sul loro cervello. Un pianista all'ultimo stadio che riesce a malapena ad arrivare allo sgambello per sedersi, riesce, una volta cominciata la musica a suonare con speditezza e senza problemi. Purtroppo solo per il tempo che dura la musica. Questa sembra eccitare alcune zone del cervello che rendono piu' fluidi i movimenti impediti dal Parkinson.