Il padre dell'uomo delle liste
Erano cinque anni che il padre era morto, ma la sua figura continuava ad ossessionare
l'uomo delle liste.Come si diceva spesso, tutto cio' che di buono aveva ma anche di
cattivo lo doveva al padre. Eppure fino alla fine aveva sperato che il padre in qualche
modo gli avrebbe potuto risolvere i suoi problemi. Magari lo avrebbe chiamato da parte
e gli avrebbe rivelato qualcosa che avrebbe cambiato la sua vita. Invece i suoi rapporti
col padre erano proseguiti nella forma solita di un monologo (del padre) e del suo continuo
dire si,va bene.Non credo che il padre si interessasse a lui piu' di tanto. Certo l'aveva
fatto studiare, l'aveva nutrito, l'aveva curato : ma solo cio' che era suo dovere fare
come padre. Capire cosa c'era nell'animo del figlio, capire se era felice, non rientrava
nei suoi compiti. Eppure doveva rendersi conto che qualcosa non andava nella vita del figlio.
Perche' non si era sposato? Perche' era sempre solo? Perche' non l'aveva mai visto con
una donna?
Il padre dell'uomo delle liste era un uomo eccezionale.Era un pazzo ma un pazzo
geniale di quelli che non solo riescono a star lontani dai manicomi, ma brillano
nella societa' per la loro vitalita'.Ma sono anche dei tipi centrati solo su
se stessi e l'uomo delle liste doveva saperlo che sperava invano aiuto da quella
parte. Ma forse,si diceva l'uomo delle liste, l'aiuto mi verra' in maniera indiretta,
perche' potro' imparare da come vive questa persona qualcosa che mi aiutera'.
Il padre era un paranoico che vedeva complotti ovunque e diffidava degli stessi
famigliari e forse anche del figlio. A giustificazione di questa visione nera della
societa' poteva apportare il fatto di essere rimasto orfano del padre. Anzi di essere
nato addirittura dopo la morte del padre: cosa che rammentava in continuazione.
Ma poi era stato il resto della famiglia composto dalla madre e dai fratelli piu' grandi
che lo avevano abbandonato a se stesso. Da cio' era nata una profonda tristezza e
malinconia che quasi mai abbandonava la sua vita ma anche un'enorme coraggio
che lo portava ad affrontare tutti gli ostacoli di petto. Non solo il padre dell'uomo
delle liste era persona di grande,grandissimo coraggio:non lo aveva mai visto
piegarsi di fronte a nessuno, ma accompagnava al coraggio morale una grandissima
forza fisica. Era di costituzione robusta ed essendo agricoltore, sin da piccolo,
si era dato da fare in campagna coi lavori piu' pesanti. Pur essendo il padrone
e potendo fare entro certi limiti il padrone che non si abbassa alla fatica, egli
invece lavorava piu' degli operai. Anche se non aveva mai usato questa forza fisica
per battersi con altre persone, non c'e' dubbio che questa fosse una componente
essenziale del suo coraggio nell'affrontare la vita e gli altri.
Anche se l'uomo delle liste non condivideva la forza e il coraggio col padre,
ne condivideva la passione per il lavoro. Il lavoro nella sua beneamata terra
era la cosa piu' importante nella vita del padre. I suoi pensieri erano sempre
fissi su come portare avanti i lavori e migliorare il raccolto. Anzi l'uomo delle
liste aveva l'impressione che il padre trattasse lui e gli altri membri della
famiglia come altrettanti campi da "quadrare". Quando l'eta' avanzata non permise
piu' al padre di occuparsi dei campi, allora li sostitui' con un grande giardino.
Anche qui poteva governare come un monarca assoluto nella sua proprieta' infischiandosene
del mondo e degli altri. Riusci' a godersi il giardino fino agli ultimi giorni
della sua vita. Infatti quando , colpito da ictus, fu paralizzato , non si
riprese e mori' dopo pochi giorni. Il suo corpo era ancora robusto nonostante l'eta'
avanzata e l'uomo delle liste ebbe l'impressione che il padre avesse deciso lui stesso
di morire per non subire l'umiliazione di essere sballottato in giro come un vegetale.
L'uomo delle liste era presente alle sue ultime ore e ancora ricordava il respiro
straziante del padre come quello di un leone che lotta fino alla fine.
L'uomo delle liste si era spesso detto che per vincere la sua nevrosi doveva
uccidere il padre almeno metaforicamente. Ecco, ora il padre era morto e cio'
che rimaneva era solo un gran vuoto. Nella sua solitudine e nonostante tutti i
suoi difetti, erano stati vicini e tra loro sembrava che ci fosse anche da lontano
una comunicazione telepatica. Sperava che quella comunicazione continuasse ancora.
In ogni caso, ora che cominciava a diventare vecchio, nella sua faccia e nelle
sue azioni vedeva spesso riflessa la faccia e le azioni del padre. E chissa'
che qualche volta non avrebbe potuto recupare anche un po' del suo coraggio
e della sua forza...
La madre
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