Dalla stampa e da un film, ebbe due risposte eccellenti.
Il Parkinson e' una malattia terribile ed infatti Michael Fox dopo essere stato diagnosticato ha girato poco o niente. Di lui c'erano solo delle apparizioni che facevano pena in TV. Un corpo in continuo movimento, l'eloquio che comincia a essere difficile. Ed eccolo invece di ritorno in una serie televisiva. In una straordinaria intervista espone dei punti di vista che possono far capire come puo' avvenire questo cambiamento incredibile:
Il film anche se riportato come un documentario, sembra una storia inventata. Il protagonista e' un DJ bravissimo che all'apice della carriera diventa sordo. Perde tutto in poco tempo e quando ormai ha deciso di accettare completamente la sua sordita' e si rivolge a una sorda per insegnargli a sentire seguendo i movimenti delle labbra, scopre che puo' ancora sentire la musica come vibrazioni con la sua pelle e come forma d'onda sul computer. Allora riprende il suo lavoro e per una serata memorabile dimostra di poter, da sordo, essere un DJ ancora migliore di prima. Dopodiche' sparisce perche' ha capito che quella vita lo distrugge. Lo vediamo invece dedicare i suoi sforzi per insegnare la musica ai bimbi sordi che ormai sono la sua nuova famiglia.
Infine una prospettiva interessante sul rapporto tra gente normale e handicappati o meglio diversamente abili e' il racconto sul vedente che finisce nel paese dei ciechi, dove pensa all'inizio di essere e diventare un dio. Finche' gli abitanti gli fanno capire di non aver bisogno dei suoi servizi, di essere felici cosi' come sono. Allora il vedente si rende conto di essere lui l'handicappato e decide di farsi accecare.
Lo stesso vale naturalmente per i Sordi, quelli completamente sordi dalla nascita. Ma che dire di uno che ha una malattia disabilitante. Si dovrebbe chiedere: supponiamo che tutti siano come me: come sarebbe il mondo?