E' vero che i depressi hanno degli accadimenti felici un ricordo distaccato come di una fotocopia di fotocopia dell'originale. Ma hanno al tempo stesso straordinarie e vivide immagini di lutto, miseria, terrore che si impossessano di loro e li guidano.
D'altra parte non e' difficile: dato che tutti dobbiamo prima o poi morire, non e' difficile trovare nei nostri ricordi personali immagini struggenti di malati e moribondi. Come quella donna ammalata di cancro al cervello che era stata portata dai parenti in cucina per stare al caldo del fuoco ma anche delle persone. E che accoglieva tutti i visitatori con uno sguardo triste e supplichevole. E quando uno gli stringeva la mano non voleva piu' lasciarla.
Oppure basta guardarsi in giro e vedere gli sguardi delle persone anziane.
O basta andare in qualche casa di riposo e guardare chi ci abita. Anche le migliori hanno una strana somiglianza con i lager nazisti.
Poi non e' difficile andare su Internet e trovare immagini "pornografiche" di corpi martoriati dalle malattie, dagli incidenti, dalle sciagure, dalle guerre.
Spesso poi e' la nostra stessa psiche che rielaborando le informazioni del giorno durante la notte, ci fornisce sotto forma di sogni degli incubi spaventosi. Come quelli delle incisioni di Goya I Capricci. Oppure i sogni descritti da Jung nella sua autobiografia:primo fra tutti quello di Dio che defeca un enorme stronzo sulla cattedrale di Basilea distruggendola.
Queste immagini sono potenti perche' ci possono influenzare e talvolta dominare completamente. Un'idea di quello che succede nel cervello di una persona dominata da tali immagini, si ha nella cosiddetta Art Brut dei pazienti con turbe psichiatriche.
A tutto questo aveva pensato l'uomo delle liste dopo aver visto il film. Ma c'era un altro motivo ancora piu' personale che lo avvicinava al film. Anzi piu' di uno.
Il primo era legato al fatto che come il pianeta melancholia nascosto dietro al sole si avvicinava sempre piu' alla terra fino a distruggerla in un abbraccio mortale, cosi' un piccolo puntino invisibile ai suoi occhi , era stato trovato sul suo cuoio capelluto. E li poteva trasformarsi da un innocuo neo blu nel famigerato melanoma (stesso inizio di melanchonia). Un puntino con radici profonde che cresceva nel suo corpo e alla fine poteva distruggerlo in un mortale abbraccio.
Il secondo era legato alla rappresentazione tradizionale della Melanconia fatta da Durer come una donna circondata dagli oggetti della scienza come cristalli e quadrati magici. L'uomo delle liste ebbe una visione della sua lista di 1000 numeri da 1 a 1000 come un quadrato magico:
1 11 21 31 41 51 61 71 81 91 101 111 121 131 141 ... ...In ogni posizione c'erano i dieci numeri disposti come
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10La scienza, si diceva l'uomo delle liste, e' melanconica perche' non da nessuna certezza. Ma anzi ci fa vedere la realta' e la natura in tutta la sua deprimente crudezza. Per alcuni credenti la morte e' una rinascita ma per lo scienziato e' l'annientamento, la fine di tutto.