Kundum

Quando sul set o al montaggio mi arrabbio,perche' non si riesce a far funzionare qualcosa a dovere,quando viaggio tanto che non so neppure dove sto andando,e ogni giorno e' in una certa maniera una "recita" ,allora mi viene in mente che,presupponendo che ci sia un Dio, io sono nato per fare questo.Non so come dirlo senza suonare stupido,ma fare questo e' come un atto di fede, o un atto di culto... Per me,anche Casino' era un atto religioso.Non posso fare nient'altro.E questa deve essere la ragione per cui sono ancora al mondo. Altrimenti , perche' farlo? Con tutti i problemi che da'? Meglio andare a insegnare o qualcos'altro. Ho fatto abbastanza film. Perche' continuare? Perche' evidentemente e' quello che devo fare. Qualcuno puo' dire che ho fatto bene o che ho fatto male, che sono migliorato o peggiorato con gli anni.Ma ,anche se sono peggiorato, non posso fare altrimenti,devo continuare a fare.Cosi', l'unica cosa che mi fa andare avanti e' sapere che lavorare equivale a pregare.
(Da un'intervista a Martin Scorsese)
L'uomo delle liste ando' a vedere il film Kundum di Scorsese e ne fu molto colpito.Certo la storia del Dalai Lama e' affascinante, ma non fu questo a colpirlo. Era come la storia era raccontata che lo colpiva.Poi lesse la citazione riportata e allora capi'.Anche per lui lavorare era come pregare e l'unica cosa che lo sosteneva nel vortice della vita. Ed ogni suo lavoro era come la costruzione del mandala che si conclude con la sua distruzione.Ecco il segreto di Kundum: un film costruito come un mandala, dove il giovane Dalai Lama come Scorsese prende a poco a poco coscienza della propria missione. E proprio quando questa sembra fallita e il mandala viene distrutto, avviene la maturazione e la vittoria interiore.Noi occidentali siamo ossessionati dal pensiero della morte e di dover compiere qualcosa di eccezionale prima che sopravvenga. Ma per un buddista la paura della morte non ha senso, siamo passati attraverso di essa tante volte.


Fracta et ligata refloret