Una cassaforte a prova di vecchiaia e possibilmente a prova di Alzheimer.
Un libro appena uscito sui "2 sistemi del cervello" lo guido' verso una possibile soluzione del problema. Secondo questo libro noi abbiamo 2 modi di pensare:uno e' quello che risolve problemi come 34+51= ? .
E' il pensiero razionale e cosciente che richiede attenzione e la guida cosciente dell'azione da parte del cervello. Per questo e' lento.
Il secondo e' il pensiero intuitivo che e' invece immediato e reagisce senza il controllo cosciente del cervello.
Ai due tipi di pensiero si collegano due tipi di memoria.
La memoria esplicita o del cosa fare con i suoi fatti e regole memorizzati in maniera da guidarci durante l'azione cosciente.
L'intuizione richiede invece la cosiddetta memoria implicita ovvero di "come fare". In questo caso il richiamo di cio' che ci serve e' immediato e senza sforzo. Non e' necessario l'intervento della coscienza e dell'attenzione.
Grosso modo si puo' dire che il pensiero "intuitivo" e' quello che condividiamo con gli animali piu' vicini a noi. Mentre l'altro tipo di pensiero e' quello acquisito con lo sviluppo della corteccia cerebrale.
La cosa che rendeva interessante il pensiero intuitivo per l'uomo delle liste era il fatto di essere senza sforzo e di essere l'ultimo a resistere agli attacchi dell'Alzheimer e altre malattie degenerative della vecchiaia.
Quindi la memoria implicita era la sua cassaforte: ma come fare per rinchiudere al suo interno le sue beneamate liste?
Per questo lo aiutava l'esperienza fatta da tutti quelli che imparano a guidare:all'inizio usano il pensiero razionale e la memoria esplicita . Ma poi, a forza di guidare, tutte le azioni e quello che serve per compierle passa sotto il controllo dell'intuizione. Allora guidiamo senza piu' pensarci. Solo in casi eccezionali (ad es. la guida sul ghiaccio), siamo costretti a usare il pensiero razionale perche' l'azione implicita registrata (decelera col freno) ci metterebbe nei guai.
In particolare questo non succede solo nell'apprendimento della guida ma in tutti i casi in cui si diventa "esperti" nel fare qualcosa. Il cervello cambia nell'hardware codificando in questo nuovo assemblamento le informazioni necessarie (la memoria implicita). Un giocatore esperto di scacchi "vede" in maniera immediata i "pattern" interessanti sulla scacchiera senza fare nessuna analisi.
D'altra parte egli ha la stessa capacita' di tutti nel ricordare posizioni di pezzi non interessanti per l'andamento del gioco.
Il fatto che l'intuizione e la memoria implicita sono condivise con gli animali implica un suo collegamento importante con la visione (una gran parte del cervello in comune con altri mammiferi e' legato alla visione). Questo pensiero intuitivo sembra essere legato alla capacita' del nostro sistema visivo di trovare, memorizzare ed analizzare pattern presenti nelle immagini che vediamo (includendo anche contributi di altri sensi come odori, etc).
Quando torniamo in una citta' dove manchiamo da parecchio tempo , ci rendiamo conto di come funziona questa memoria implicita.
Prima di partire, se dovessimo descrivere un tragitto da fare, non sapremmo come fare. Ma quando uscite dalla stazione sapete immediatamente che dovete girare a destra. E cosi' a ogni angolo "sapete" senza sforzo cosa c'e' dietro di esso e dove andare.
Stiamo "navigando" usando le connessioni stabilite anni prima nel cervello quando abbiamo percorso quella strada decine di volte.
Questo fatto mostra come puo' avvenire la chiusura di importanti ricordi nella cassaforte della memoria implicita. Basta per esempio collegarli in una semplice canzoncina e poi ripeterla tante volte finche' il suo ricordo e' automatico.
Allora la coscienza deve solo ricordare "il titolo della canzone" e la reciteremo daccapo senza problemi. Come una di quelle poesie che prima i maestri chiedevano agli allievi di imparare a memoria:T'amo o pio bove e mite un sentimento di vigore e di pace...
Questa cassaforte funziona cosi' bene che anche in coma leggero un paziente puo' ricordare un sacco di cose come il suo nome e cognome , qualche episodio della sua vita, etc..
L'Uomo delle Liste ricordava ancora suo padre che qualche giorno prima di morire, rispondendo ad alcune domande dopo un colpo apoplettico, gli aveva dato l'impressione che stesse per riprendersi ed invece era solo l'effetto della memoria implicita virtualmente indistruttibile.
Oppure ricordava queste storie di pianisti allo stato terminale del Parkinson che davanti a un piano e a uno spartito conosciuto, riacquistavano la loro normalita' e per qualche minuto sembrava che la malattia con i suoi terribili danni fosse sparita.
Il fatto che la cassaforte funzioni e' confermato dagli studi in cui si mostra come alcune cose sono memorizzate in due modi diversi in due differenti zone del cervello. Ad esempio e' stato fatto un esperimento con le immagini che sono memorizzati praticamente in numero "infinito" e senza sforzo in modo implicito ma anche (in maniera diversa) in modo esplicito.
In alcuni casi (tempi di presentazione delle immagini molto veloci) viene fatto solo il primo tipo di memorizzazione (le cosiddette immagini subliminali). Ebbene un esperimento mostra che queste immagini di cui non siamo coscienti, hanno effetto nel nostro modo di agire e percio' sono state memorizzate a nostra insaputa.