Spesso erano giovani o giovanissimi della stessa sua eta' di quando aveva fatto l'Universita' e cominciato a lavorare. Comprensibile perche' la sindrome veniva diagnosticata solo da circa 20 anni.
A sentire queste storie struggenti si chiedeva se poteva davvero pensare di avere avuto un handicap simile. Ma a questo poteva rispondere col fatto che i cosiddetti aspie erano una parte degli autisti o meglio del popolo dello "spettro autistico". Questo comprendeva una serie dei sintomi e lo spettro andava da "malati" con pochi sintomi magari sentiti in maniera molto leggera e quelli con molti sintomi e problemi enormi come la non acquisizione del linguaggio che richiedevano alla fine il confinamento a vita in ospedale psichiatrico. Da una parte c'era la normalita' con qualche carattere eccentrico, dall'altra i reietti.
Lui era dalla parte in cui i problemi venivano risolti spesso senza diagnosi.
Poi aveva avuto l'incredibile fortuna di avere un lavoro protetto e questo l'aveva aiutato a diventare autonomo e a vivere una vita piena fino ad allora. Adesso doveva fare un primo bilancio.
Cosa aveva perso con l'andare in pensione? Per il lavoro inteso come occupazione e sorgente di autonomia non era cambiato niente: poteva continuare a fare lo stesso lavoro e continuava a percepire il suo salario/pensione.
La solitudine si sentiva di piu'? L'ambiente di lavoro non era piu' cosi confortevole? Gli mancavano i viaggi? La mancanza di un lavoro ufficiale lo rendeva piu' debole? O era la vecchiaia a renderlo piu' debole? I parenti potevano sostituire i colleghi di lavoro? Quali erano le sue priorita'? I suoi nuovi amici Aspies lo avrebbero aiutato a rispondere a queste domande.
La prima risposta l'aveva gia' avuta: ora piu' che mai le liste erano il bene assoluto e lo avrebbero salvato come l'altra volta quarant'anni prima. Al di fuori delle liste ,cioe' delle sue ossessioni, del suo attaccamento al computer, c'era l'abisso. Come l'altra volta avrebbe poco a poco riformato una nuova rete sociale. Qualcuno come il professore della tesi gli avrebbe proposto di "rimanere nell'Universita'" e lui sarebbe rimasto li immobile come in una nuvola al pensiero della sua incredibile fortuna.