Il grande addio

Anche quell'anno L'Uomo delle Liste era andato nel suo rifugio vicino alla Montagna Magica. Ma non era stato molto riposante perche' era sempre preoccupato per quello che chiamava Il grande addio e che ormai andava avanti da un anno senza concludersi ancora.

In effetti un anno prima aveva deciso di abbandonare definitivamente la citta' nella quale aveva abitato per la maggior parte della sua vita, vendendo la casa dove aveva abitato per oltre trenta anni.

E in effetti, in una mattina di Settembre, si sveglio' in un albergo a cinque stelle al centro della citta', suo ultimo alloggio, e passando per il Corso era arrivato alla stazione a piedi salutando forse per l'ultima volta quella citta' meravigliosa.

Si sentiva come forse si sentono le donne dopo un parto, leggero perche' si era liberato di un grosso fardello, ma anche svuotato e sull'orlo della depressione perche' quel compito (vendere la casa) lo aveva completamente preso per tutto l'ultimo anno.

E il compito peggiore era stato quello di svuotare quella casa di ogni traccia della sua presenza.

Aveva considerato quella casa come quella dove sarebbe vissuto per tutta la vita e l'aveva riempita di migliaia di oggetti e documenti. Nello sgombrarla aveva fatto una stima giungendo al fantastico numero di 10000.

Tutta la casa era piena di armadi e scaffali per contenere quell'immane quantita' di giornali, libri, riviste, CD musicali, dvd, cassette, foto, monete, giocattoli, ritagli di giornali, fotocopie di articoli, utensili, ricordi di viaggio ...

Per fortuna (?!) aveva deciso di non fare alcun trasloco nella nuova casa lasciando tutta questa enorme paccotiglia nella vecchia casa. Ma ora era arrivato il momento di sbarazzarsi di tutto o quasi: e ad ogni carico di buste che finiva nei cassonetti, oppure veniva spedito a qualcuno interessato a prendere quegli oggetti, era come se una parte di se stesso sparisse.


La donna che scintillava