Una Giornata Fredda

L'Uomo delle Liste quella mattina fu preso da tristi pensieri. Eppure era una bella giornata di sole e si trovava in "paradiso". Pero' l'estate stava per finire e il freddo cominciava a farsi sentire. Poi facendo la solita passeggiata , in un punto senza case, era stato costretto a passare davanti a un giovane che aspettava in apparenza l'autobus da solo. Questi lo guardava da lontano e quando gli era passato davanti gli aveva chiesto prima soldi per mangiare e poi una sigaretta. Parlava italiano ma era straniero. Gli era passato davanti senza rallentare ma aveva temuto che avesse cominciato a seguirlo.

Era passato gia' decine di volte davanti a quel posto trovandoci solo qualche volta una vecchietta o un vecchietto. Comincio' a chiedersi se la strada che faceva ogni mattina era sicura. Ricordo' che anche Simon Norton appassionato di gite era stato in quegli ultimi tempi fermato in un giardino da tre tipi che, prendendolo per un barbone, l'avevano costretto a inginocchiarsi. Poi bastava leggere i giornali per leggere di aggressioni e truffe commesse verso anziani soli. Proprio quel giorno il giornale riferiva di una persona trovata sanguinante dai poliziotti che aveva detto di essere stata aggredita da tre tipi che gli avevano chiesto una sigaretta.

Pensava ai sentieri percorsi gli anni scorsi o anche quando era coi suoi famigliari e gli sembravano essere tutti piu' sicuri di quello che faceva ora. Le persone che incontrava gli sembrava lo guardassero in maniera sinistra. Temeva che da sconosciuti si trasformassero in bulli che lo torturavano ogni volta che passava di li, costringendolo a cambiare itinerario.

Era forse questo il problema: fare ogni giorno la stessa strada? Ricordava quando da ragazzo era costretto ad aspettare per alcune ore nella grande citta per andare a lezione da un professore e come dovesse stare attento ad evitare dei tipi poco raccomandabili. E il peso della solitudine senza l'organizzazione che prima lo sosteneva o i parenti vicino ai quali non voleva stare, si faceva sentire.

Nei giorni seguenti, passando di li, guardava sempre se c'era qualcosa di minaccioso e a poco a poco si rese conto che era un posto dove c'erano molte case nelle vicinanze e gente che entrava e usciva da queste, che per la strada passavano in continuazione macchine delle forze dell'ordine. La possibilita' che quel posto fosse usato per aggredire passanti era davvero molto piccola. E allora quel posto si uni' agli innumerevoli posti come la Casa di panic room, dove aveva temuto per la sua sicurezza per poi scoprire col tempo che i minacciosi indizi si erano trasformati in innocenti dettagli.


Trasformare le avversita' in opportunita'