L'Imperatore del Male : Fratello Cancro

Nel passaggio dalla sua prima alla seconda vita, L'Imperatore del Male lo aveva segnato. Poi non era stato piu' presente nella sua vita per oltre 30 anni. Ed ora che cominciava la sua terza vita, era arrivato il momento di affrontarlo di persona. Ovviamente si riferiva al libro di Siddhartha Mukherjee "Una biografia del cancro" questo libro provvidenziale , scritto dall'autore, un dottore americano che cura il cancro, pensando ai suoi malati. Questi , molti dei quali defunti, mentre lottavano contro l'Imperatore del Male volevano saperne di piu'. E' un libro straordinario scritto al momento giusto quando, dopo tanti anni di battaglie disperate ormai si delinea il campo dove si combattera' la battaglia finale e definitiva.

Il cancro incute , si diceva L'Uomo delle Liste, timore e paura gia' coi nomi come e' indicato: tumore maligno, metastasi, male incurabile, leucemia fulminante, melanoma, sarcoma,Big C,... L'Imperatore del Male (appunto)anche se nella versione inglese e' molto piu' "modestamente" l'Imperatore di tutte le malattie.

Che ormai non e' piu' il male incurabile visto che meta' dei pazienti guarisce e che non e' nemmeno la causa maggiore di morte (essendo superato dalle malattie cardiovascolari).

Ma, si disse L'Uomo delle Liste, visto che un uomo su due si ammala di cancro durante la sua vita e che questa probabilita' aumenta rapidamente con l'eta', le probabilita' di incontrare il grande C. sia personalmente che nei famigliari nella terza vita sono molto alte. E questo momento di passaggio era quello adatto per fare conoscenza con questo numero sterminato di persone per lo piu' invisibili che pure in questo momento si aggirano tra di noi.

Come per tutti quelli che ancora non facevano parte della tribu' dei malati, il cancro era un mostro terribile e misterioso: una specie di Minotauro che si aggirava nelle tenebre.

Un'idra perche' era innumerevoli malattie che sembravano diversissime ma avevano tutte alla base una crescita cellulare anormale. Era come l'incubo del Doppelgaenger: da una parte del vostro stesso corpo nasceva e cominciava a crescere un gemello maligno, informe. E voi e il vostro gemello siete attaccati come fratelli siamesi. E mentre il gemello maligno cresce incessantemente, il gemello sano deperisce fino a morire. E con la sua morte muore anche il cancro. In sostanza e' un vicolo cieco dell'evoluzione.

Ma se conservate le cellule e le mettete su un substrato che gli permette di nutrirsi allora esse possono vivere in eterno. Infatti le cellule tumorali al contrario di quelle normali sono immortali. La signora Henrietta Lacks a 31 anni nel 1951 lascio' poco prima di morire inconsapevole una parte del suo tumore all'utero alla scienza ed ora il suo DNA vive ancora intatto in migliaia di laboratori in tutto il mondo continuando a riprodursi: sono le famose cellule HeLa. Queste cellule contengono anche il materiale genetico sano di Henrietta e dei suoi discendenti che ora hanno chiesto non solo di essere indennizzati ma anche di poter controllare l'uso di queste cellule.

Ironia della vita: sono destinato a morire e a non lasciare nessuna cellula vivente dietro di me. Ma se mi ammalo di cancro, le mie cellule, e il loro materiale genetico che ha ancora parte dei miei geni sani, puo sopravvivere intatto e moltiplicarsi a piacere.

Perche' il cancro e' una malattia dovuta a una serie di mutazioni genetiche del genoma umano. 50 circa sono i cancri principali, uno per ogni tipo di cellula. Ognuno e' legato a un numero di geni mutato che va da 10 a 100. La mappa di questi oncogeni (che solo adesso cominciamo a ricostruire con sforzi enormi) e' il campo di battaglia su cui si svolgera' la lotta finale

Il cancro evoca immagini forti di lotte e battaglie. Sara' perche' e' una malattia disumana. Se il cuore si ferma lo capisco e lo accetto: il nostro corpo e' una macchina e prima o poi qualche parte di questa macchina si logorera' tanto da non riuscire a funzionare piu'. Questa e' una fine comprensibile e umana.

Se si viene attaccati da piccoli parassiti dall'esterno che si moltiplicano nel vostro corpo e a poco a poco vi distruggono:anche questo si capisce. Ma una fine in cui si e' divorati da un mostro che nasce da una parte di voi stessi: questo e' davvero troppo.

Malattie gravi come la tubercolosi o anche il Parkinson sono state sublimate da santi come Teresa del Bambin Gesu o da artisti come Modigliani o ancora uomini famosi come Ali o papa Woitiwa. Ma come si fa a sublimare un tumore.

Il tumore e' solo un incubo, una porcheria, una "cosa" che ci toglie la vita pezzo a pezzo, col quale non c'e' tregua possibile, col quale non possiamo fare tregue, assorbendo tutti i nostri pensieri. Abbiamo solo due scelte : o aspettare senza fare niente l'inevitabile fine cercando di lenire almeno il dolore, oppure cercare di combattere una guerra feroce sacrificando parti sempre piu' grandi del nostro corpo sano nella speranza di vincere il mostro ritrovandosi magari alla fine vincitori ma mutilati orrendamente.Come dice Emma Thompson in Wit : tutto quello che sto soffrendo non e' dovuto al cancro ma alla cura! Il cancro non puo' apparire in una storia salvifica ma solo in un film horror come quelli di Cronenberg.

Il cancro e' come una simulazione al computer di crescita accellerata in cui gli algoritmi si evolvono per trovare la migliore soluzione. A ogni nuova generazione le nuove cellule contengono delle mutazioni. E queste mutazioni permettono al cancro di sopravvivere e di invadere tutto il corpo con metastasi. Oppure di sopravvivere ad attacchi condotti con medicine. Ha una sua intelligenza che e' poi basata sull'intelligenza del nostro corpo anche se non ne siamo consapevoli. Ma ci fa capire perche' Dawkins dice che noi non siamo altro che involucri un po' piu' elaborati di DNA. Ed e' un umile ma immortale nostro alter-ego , il cancro, a farcelo capire.

Come si fa a combattere un'idra come il cancro senza conoscerlo? Uccidendone una cellula dopo l'altra con tutti i modi possibili e immaginabili si direbbe in una barzelletta. In effetti la cura trovata assomiglia a una barzelletta: procurati almeno 4 potenti veleni. Stai tutto il giorno con una flebo a sorbirteli uno dopo l'altro. Dopo una settimana, 10 giorni ricomincia con un secondo cocktail uguale. Dopo un po' comincera' nausea, spossatezza, vomiti e diarrea e i capelli cadono. Ma tu continua imperterrito fino a finire la prima fase secondo i protocolli internazionali. Se dopo un ciclo completo sei ancora vivo e non ci sono piu' cellule tumorali allora sei forse guarito. Altrimenti ricomincia il ciclo infernale ... Se il veleno non basta puoi farti aiutare da qualche mezzo meccanico all'antica tipo coltello da macellaio per cercare di asportare le masse di tumore piu' grandi. Oppure un mezzo moderno tipo raggio della morte per arrostire il maledetto. Ma non lamentarti se qualche cellula sana viene ammazzata. In guerra esiste il pericolo continuo del fuoco amico e lo stesso e' qui. Se ancora sei vivo allora ti puoi ancora godere il giorno in cui il dottore ti dice (o quasi sicuramente lo dira' ai vostri famigliari perche' voi ormai sarete un vegetale pieno di tubi che vi mantengono in vita): qui non possiamo fare piu' niente : tornate a casa e godetevi questi ultimi giorni. Su con la vita giovanotto... Poteva capitarti di peggio!

L'alternativa e' quella di convivere col cancro con eventuali cure palliative. Le cure palliative non servono a curare il cancro ma solo a migliorare la qualita' della vita degli ultimi giorni e magari aggiungere un mese o un anno di vita. (Da notare che in molti casi la cosa ha senso ed e' molto meglio della cura kamikaze vista prima. Piu' anziano siete e piu' e' probabile che anche con un cancro diagnosticato, a mandarvi al creatore sara' qualche altra cosa. Oppure un cancro ha un decorso cosi' lento che ha senso non fare niente. Prima che cominci a darvi fastidio sarete gia' bellemorti per qualche altro motivo. Oppure potreste valutare se ha piu' senso vivere mutilati per molti anni oppure godersi pochi mesi di vita decente e poi farsi ammazzare da fratello cancro. Come si vede le priorita' cambiano in maniera drammatica a seconda dell'eta' e di altri fattori come vedere quanto e' cazzuto il cancro che avete, quali problemi vi causera' non curandolo, quali invece curandolo, etc...)

(Una piccola digressione: avevo gia' aggiunto al titolo "Fratello Cancro" e per curiosita' ho fatto una ricerca: esiste un libro chiamato proprio cosi' scritto da un malato che ha imboccato la via di San Francesco per affrontare il cancro.)

(Un aggiornamento) Pensavo di conoscere tutto sul cancro quando ho guardato un video di una studiosa sul cancro che sta distruggendo il Diavolo di Tasmania. Il Diavolo di Tasmania e' un simpatico animaletto poco piu' grande di un topo che ormai sta per estinguersi. Le terribili immagini degli animali con la faccia distrutta dal cancro che si trasmette come una malattia infettiva. Questo senza che ci sia un virus dietro (come il cancro del collo dell'utero delle donne). Sembra che la ragione di questo contagio mai visto sia che questi animaletti abbiano l'usanza di prendersi a morsi nel corteggiamento. Questi morsi permettono il passaggio di cellule cancerose da un animale all'altro.

Film che hanno il Cancro come protagonista:

Inoltre ci sono innumerevoli film dove il cancro serve solo come "una scusa" per giustificare cio' che fanno i protagonisti e compare pochissimo o niente. In pratica serve solo ad indicare malattia incurabile a breve termine ma i protagonisti sono sempre arzilli e non si curano. Ecco una lista non esaustiva: Knocking on heaven's door, Breaking bad, The bucket list E poi ci sono i drammoni strappalacrime tipo Love Story. Anche qui non si capisce bene cosa in effetti succede al protagonista malato
Il Sogno del Cece Schiacciato