Desolazione

Anche quell'anno l'Uomo delle Liste aveva deciso di passare un mese da solo sotto la Montagna Magica. Una cosa bellissima. Ma c'era qualche problema. Ora che era in pensione non poteva permettersi di stare un mese in albergo. Per risparmiare doveva prendere un residence nelle vicinanze e provvedere da solo alla cucina e alle pulizie. Solo il week-end si concedeva il lusso di mangiare al ristorante. Niente di drammatico: era quello che faceva a casa sua tutto l'anno. Ma qui dover organizzarsi ogni anno usando gli striminziti arredi forniti dai gestori del residence non era divertente. Fin quando ci sarebbe riuscito? Inoltre fare la spesa e altre faccende significava un viaggio di quasi due ore in autobus stracarico di roba. Anche questo non era divertente. Il resto era bellissimo e lo motivava. Passava quelle poche ore di fatica ed esposizione al "pubblico" come una passeggera seccatura, di quelle che devono sopportare gli Asperger nella vita di ogni giorno.

Il posto dove viveva era molto bello e strano. Sentiva un po' di ansieta' perche' era quasi come vivere per strada. Una parete era ricoperta tutta di vetro e conteneva l'entrata e le finestre. In effetti dava su un cortile dell'albergo separato dalla strada da una porta chiusa. Ma dormire accanto a questa effimera parete gli faceva immaginare malintenzionati che entravano nel cortile e cercavano di spaccare il vetro mentre dormiva.

Per il resto poteva considerare tutto questo come una salutare esperienza di prima mano di assoluta solitudine della vecchiaia. Nei suoi viaggi in autobus per fare le spese incontrava una variata fauna di disgraziati nei quali poteva in qualche modo riconoscersi. Organizzava la sua giornata allo stesso modo come faceva nella sua casa e questo lo aiutava molto. Anche qui il peggiorare delle sue funzioni cognitive produceva degli spiacevoli "glitch" dovuti per esempio al fatto di scordare qualcosa o di voler fare qualcosa che era ormai troppo complicato per lui.

Questi li sopportava molto meglio a casa col contatto pressoche' giornaliero coi parenti. Il solo fatto di parlarci rendeva le cose da fare piu' semplici.

In questo mese invece non parlava quasi con nessuno (a parte pochissime telefonate ricevute) e l'impatto di questi glitch era devastante: lo prendeva un'ansia diffusa con attacchi di panico. Per fortuna tutto terminava tornando al suo residence dove poteva contare su almeno 10 ore di riposo e meditazione. E la mattina dopo poteva affrontare pimpante una nuova giornata.

Dopotutto un mese passa veloce e al ritorno era sicuro che avrebbe ricordato con nostalgia questo meraviglioso periodo. Nel frattempo poteva sempre immaginare di discutere coi suoi parenti o altre persone dei problemi che aveva.Nella sua vita solitaria questa era una tattica che aveva spesso usato e non c'era ragione di non usarla adesso che piu' ne aveva bisogno.

Ma la desolazione non era li sulla montagna magica ma giu' nelle terre basse da dove proveniva. Erano passati solo quattro anni dall'ultima volta che aveva passato quella vacanza assieme ai parenti. Due anni prima aveva comprato la nuova casa vicino ai parenti ed aveva avuto questa visione di poter continuare quelle vacanze magiche sotto la Montagna per tutto l'anno. La realta' era stata ahime' molto diversa ed ormai quella salita annuale alla sua montagna gli serviva per riacquistare le forze per poter affrontare la desolazione che aveva lasciato nelle terre basse. Per curare il burnout del caregiver. Lui che pensava di aver trovato nei parenti i badanti per la sua vecchiaia si rendeva conto che ormai stava diventando lui il badante dei parenti.


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