Il 21 Marzo successe una cosa inaudita: l'accesso alle spiagge e ai parchi venne proibito e questo continuo' fino al 3 Maggio (giorno 45) . Ma i bar erano ancora chiusi. Solo Sabato 9 Maggio prese la prima colazione da asporto da un bar vicino casa. Il 18 Maggio finalmente i bar dove si serviva erano aperti e pote' servirsi al banco. Nello stesso giorno dopo due mesi di sole telefonate si ritrovo' di persona coi suoi parenti .
Tornando a Sabato 21 Marzo: ad un tratto l'orizzonte si restrinse e da uno spazio sterminato si passo' a un quadrato di circa 200 m di lato. Ma decise che, anche se non poteva fare piu' la passeggiata nei luoghi che tanto amava avrebbe fatto lo stesso i suoi 10.000 passi giornalieri e la sua meditazione. Nel suo quadrato poteva andare al massimo dal giornalaio ancora aperto e questo gli avrebbe permesso di fare al massimo tremila passi. Il resto l'avrebbe fatto a casa. Per fortuna aveva tre grandi finestre che davano su parti diverse del vicinato e camminare passando ripetutamente dall'una all'altra era piacevole. Scopri' subito il piacere di fare cose camminando avanti e indietro invece di stare seduto. Telefonare a lungo a un parente camminando era molto piu' piacevole. Poi poteva osservare le persone che portavano in giro i cani a ogni ora. I vicini che spesso usavano i loro balconi per lavorare, parlare o solo guardare come faceva lui.
Da un balcone poteva vedere un'incrocio con semafori tra i piu' frequentati dove spesso in altri tempi si formavano lunghe code. Ora riusciva a vedere solo una macchina ogni pochi minuti e qualche persona che passava veloce con la mascherina. Allora si rendeva conto come la clausura non era totale ma parecchi servizi essenziali funzionavano perfettamente.
Ad esempio i supermercati vendevano tutte le merci essenziali. Lui preferiva andarci in macchina una volta la settimana e dopo una lunga fila, starci per ore caricando nel carrello tutto cio' che gli sarebbe servito nei prossimi sette giorni. Poi , dopo aver portato tutto a casa , starsene tranquillo per tutto il resto della settimana.
La giornata era lunga ma doveva fare lo stesso la solita corvee e soprattutto finire quei 10.000 passi. Certo sulla spiaggia sarebbe stato piu' piacevole e rilassante, ma tutto sommato non si sentiva solo e disperato. Tutto funzionava, la gente era gentile e la sua immaginazione faceva diventare quel quadrato enorme e il piccolo canale che l'attraversava grande come il Rio delle Amazzoni nel Sudamerica. Il centro della cittadina era off limits e lo immaginava come quelle citta' abbandonate nel deserto con i gazebo e i locali intatti ma vuoti.