Nel libro Musicophilia Oliver Sacks narra dello straordinario potere della musica sul cervello. Questo potere veniva risentito dall'Uomo delle Liste. La calda radio della sua infanzia trasmetteva musica. Una radiolina tascabile lo seguiva ovunque in un certo periodo della sua vita. La musica hifi stereo aveva avuto una specie di aurea magica su di lui. Finche' non aveva cominciato a usare le cuffie che si inserivano direttamente nell'orecchio. Ogni giorno metteva la cuffia e per un'ora scordava tutti i problemi e si immergeva nella lettura del suo giornale preferito. La musica era come un'oasi di pace nella sua vita.
La musica ha il potere di far muovere daccapo i parkinsoniani. Il nostro cervello e' in effetti , nel caso del movimento, come un direttore d'orchestra che comanda (in maniera inconscia) i movimenti dei vari muscoli interessati. Come il direttore d'orchestra, non e' il cervello a muoversi/suonare, questo lo fanno i muscoli/suonatori. Deve solo dare il la ai vari strumenti.
Nel morbo di Parkinson i suonatori funzionano perfettamente ma la comunicazione tra cervello e muscoli e' inceppata. Il risultato sono movimenti a scatti. Ascoltare la musica mentre ci si muove sembra in qualche modo rimpiazzare questa funzione del cervello ripristinando la fluidita' dei movimenti.
Un po' come se si sopperisse alla mancanza del direttore di orchestra facendo ascoltare a tutti i suonatori con una cuffia il brano che devono eseguire, in tal modo guidandoli come un direttore. Una spiegazione possibile nel caso del cervello e' che esistano altri canali di comunicazione tra cervello e muscoli che non sono stati intaccati dalla malattia (dovuta alla diminuzione del neurotrasmettitore dopamina) che vengono utilizzati (sembra in maniera inconscia) quando si ascolta la musica.
E' questo il paradosso dei parkinsoniani:hanno i muscoli in perfetto stato; non sono paralizzati. Quando gli si lancia una palla o ascoltano la musica sono in grado di farli funzionare senza problemi. Ma il loro cervello non e' piu' in grado coscientemente a guidare la complessa danza del movimento del nostro corpo nello spazio.