Aveva fatto la solita salita senza alcun problema nonostante la gamba e il ginocchio gli dessero sempre piu' fastidio.
A meta' salita aveva visto un camoscio a meno di cento metri e si era bloccato. Il camoscio non doveva averlo visto perche' continuava tranquillo a brucare. Aveva continuato per qualche minuto finche' l'arrivo dei parenti non ruppe la magia.
Un altro momento magico lo aveva vissuto in una piccola citta' dove erano andati in visita. Si erano seduti a una panchina del giardino e stavano li' da un bel po' quando la vide. Una volpe stava sdraiata a pochi metri dietro una rete nascosta tra le macchie di sole.
Nonostante tutto fosse andato bene, quell'estate aveva cominciato a provare una strana apprensione. La sensazione che prima o poi la realta' della vecchiaia lo avrebbe raggiunto. Come quando una caduta o un'incidente vi rende coscienti di una parte della realta' che avevato ignorato, di una debolezza del vostro corpo che vi era sfuggita.
Il fatto di aver evitato il bordo di una rotonda all'ultimo momento.
Dei colleghi che lo avevano costretto a cancellare una pagina web alla quale teneva molto senza nemmeno dargli spiegazione.
Alcune affermazioni dei parenti quando era loro ospite che non gli erano piaciute.
Eppure mentre saliva la "sua" montagna aveva deciso di mettere da parte queste idee negative e sostituirle pensando alla programmazione del prossimo viaggio.
Aveva decine, centinaia, migliaia di viaggi che ora poteva finalmente fare. Semplice passeggiate in un'altro quartiere, in una citta' vicina. Gite in bicicletta. Provare ad andare a un nuovo ristorante, a una nuova pasticceria. Mangiare un cibo nuovo. Bere una nuova bevanda. Imparare a ballare. Provare a vivere in posti nuovi vedendo se avrebbe potuto trasferirsi li e vivere li la sua terza esistenza. Esplorare le possibilita' che gli offriva il suo corpo mentre cambiava.Imparare nuove lingue.Vedere un DVD interessante. Andare in un cinema dove non si e' mai stati. Andare a teatro.
E siccome la meta ultima di ogni viaggio e' il ritorno alla propria casa, dopo ogni viaggio darsi il tempo di rivedere la sua lista rientrando in un posto tranquillo e sicuro dove poteva passeggiare anche ad occhi chiusi e ripensare a queste cose nuove e magnifiche che aveva visto e progettare il suo prossimo viaggio fino ad arrivare al viaggio supremo quello senza ritorno.