Le scarpe di Budda
C'era una cosa che l'uomo delle liste aveva notato nel film Kundun,
uno dei suoi preferiti che rivedeva spesso: il protagonista ogni
tanto si guarda le scarpe. Oppure guarda qualche altro particolare
della scena davanti a se senza nessuna importanza: come un topolino
che beve il burro delle offerte a Budda. E' chiaro che il regista
concentrandosi su questo fatto voleva dire qualcosa ma l'uomo delle
liste non capiva cosa. Finche' non lesse su come i monaci buddisti
si dedicavano alla meditazione. Si concentravano su qualche particolare
irrilevante e lo seguivano ritornandoci, ogni volta che il loro
cervello cominciava a inseguire altri pensieri e preoccupazioni.
Lo scopo era di astrarsi dalle proprie preoccupazioni,senza rifiutarle,
ma guardandole per cosi' dire dall'alto come nuvole che passano nel cielo.
L'oggetto della vita di tutti i giorni (le scarpe) serviva a poco a poco
con l'allenamento continuo, ad accellerare il passaggio dalla
normale attivita' piena di preoccupazioni a uno stato di trance in cui
tutto viene visto dall'alto e non ci turba piu'. Come quando andiamo in vacanza
in un lontano paese e pensiamo sorridendo ai nostri affanni quotidiani
a casa. Ecco si diceva l'uomo delle liste, la persona umana ha questa
straordinaria caratteristica di sbarazzarsi dal suo fardello quotidiano
e andare avanti come se questo fosse il suo primo giorno di vita.
Diceva Erickson ,il grande psicologo che aveva esplorato gli usi
teraupedici dell'ipnosi: gioca ogni buca da golf come se fosse la
prima e supererai il percorso senza nemmeno accorgerti e alla fine
ti meraviglierai che ce l'abbia fatta:non stai forse facendo ancora la
prima buca?
L'impero romano e Internet
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