Pensieri autistici di un autistico

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L'uomo delle Liste divideva la sua giornata in 1000 momenti numerati da 0 a 999. L'ora 0 era mezzanotte, 250 le 6, 500 mezzogiorno, 750 le 18. A ogni momento era collegata una figura e un oggetto piu' altre cose.
L'uomo delle Liste quando lesse "Lo strano caso del cane ammazzato a mezzanotte" si riconobbe nel protagonista. In questo romanzo scritto come un giallo, l'autore cerca di ricostruire i meccanismi del pensiero di un ragazzo autistico. Un ragazzo autistico completamente assorbito dai suoi rituali che permettono di farlo sopravvivere.Al di fuori di questi rituali c'e' una desolazione infinita, un vuoto, una solitudine infinita. Per gli autistici gli umani sono alieni incomprensibili dalla logica contorta che barano in continuazione dicendo una cosa e volendone significare un'altra.
Alcune volte le parole che dicono sono comprensibili ma spesso essi parlano in maniera strana pretendendo di essere capiti.Parlano con metafore,sono imprecisi, dicono bugie,usano le smorfie del volto, le inflessioni della voce e tanti altri trucchi incomprensibili per comunicare coi loro simili senza farsi capire.Da questo punto di vista la matematica e i computers sono molto piu' comprensibili perche' non dicono "bugie" , non sono "maligni" come gli umani.
Per l'uomo delle liste l'idea di vita sociale era un incubo in cui era bloccato tra la folla , alla merce' degli altri. Come l'incubo di essere chiuso in un buco sotto terra dal quale solo gli altri fuori hanno la possibilita' di aprire il tombino per farvi uscire o solo per darvi da mangiare. Per quanto scherzasse sulla sua solitudine che per ora non gli pesava perche' era indipendente e autonomo, si rendeva conto che prima o poi questa situazione sarebbe finita. E allora,quando sarebbe stato dipendente dagli altri,come avrebbe fatto?
Ora la solitudine si manifestava nei suoi incubi notturni oppure come una sensazione di disagio nel vedersi ad esempio, solo al cinema, in una delle file davanti con dietro tutta la platea di "normali".Oppure era quella vaga inquietudine che lo prendeva alla vigilia delle feste.
I week-end riusciva a superarli senza problemi coi suoi rituali. Cosi' anche qualche festa infrasettimanale.Anche per le ferie annuali ormai si era "organizzato". Ma la Pasqua e il Natale specialmente erano come un buco nero nella sua vita. Ricordava di aver letto da qualche parte di handycappati che volevano abolire il Natale.
Eppure la sua solitudine non era cosi' terribile come voleva far credere. Certo non aveva mai avuto una storia con nessuna, non era mai stato innammorato, non aveva mai cercato di legarsi con qualcuna. Ma c'erano almeno tre donne che al lavoro lo avevano "scelto" come collega. Questa e' la parola corretta perche' lui non si sarebbe mai permesso di sceglierle.I rapporti con queste donne erano beninteso solo professionali, ma i frequenti contatti,il loro sorriso, il fatto di pensare a loro, rendeva la vita dell'uomo delle liste meno solitaria.
Cosi' ,anche se i suoi genitori erano morti, la casa paterna era ancora abitata dalla matrigna con la quale aveva ancora buoni rapporti . Buoni rapporti persistevano anche con le sorelle e le loro famiglie anche se abitavano lontano.
Certo non aveva figli ma aveva 6 nipoti. Aveva detto qualcuno che 3 nipoti valgono un figlio : percio' era come se avesse 2 figli.
Una vita sprecata la sua? Forse.D'altra parte una volta che un individuo paga le tasse questo basta a certificare il successo della sua vita .

Quest'ultima frase e' stata scritta alle 608 di una delle tante giornate sprecate della vita dell'uomo delle liste mentre fuori un magnifico sole autunnale illumina un paesaggio di sogno. Un albero enorme troneggia sul pendio della collina.Per ora e' senza foglie ma a primavera le foglie torneranno e l'uomo delle liste si sente come quell'albero che pur cosi' inutile e solo ha preso radici nella citta' dei suoi sogni dominandola superbo.

Segni che sei vecchio(II)