L'anima di una casa

Monte Bianco

Quell'anno per la seconda volta l'uomo delle liste affitto' una casa che era stata resa disponibile dai padroni solo per il periodo delle vacanze. L'avevano lasciata intatta con tutte le loro cose. Una casa grande con 5 stanze, cucina e 2 bagni circondata da due lati da grandi vetrate che illuminavano tutte le stanze.

Dalle vetrate uno spettacolo da cartolina: alberi, acqua, nuvole , montagne e vele. Dentro una miriade di oggetti . Tra questi centinaia di libri distribuiti in scaffali presenti in tutte le stanze. 2 grandi balconi di cui uno decorato da diecine di piante fiorite. Nelle belle giornate il panorama era completato dal luccicare dei ghiacciai del Monte Bianco.

Quando arrivo' di sera ed entro' prendendo possesso (i padroni gli avevano lasciato la chiave) , vedersi circondato da tutte quelle cose nuove fu come uno shock. Nemmeno il soggiorno in un albergo meraviglioso puo' dare un'idea della differenza tra una camera bellissima ma senz'anima e una casa appena lasciata dai padroni.

Si trattava di una coppia anziana che possedeva la casa da oltre 20 anni : dentro avevano cresciuto 4 figli . Ora avevano gia' celebrato i 40 anni di matrimonio ed avevano 12 nipoti. Avevano girato il mondo riportando ad ogni viaggio oggetti dei posti visitati che si erano accumulati negli scaffali, nei cassetti e sulle pareti. La casa era ormai un misto di biblioteca e di museo.

Nei circa 30 giorni che vi rimase pote' solo a malapena scalfire la superficie di quel tesoro da caverna di Ali Baba. Nelle notti in cui non riusciva a dormire , passeggiava "meditando" da una stanza all'altra seguendo un percorso che lo portava a vedere tutto in maniera sistematica. Non accendeva le luci: gli bastava aprire le tende e la luce di fuori era sufficiente a illuminare l'interno. Gli ci volevano 10 minuti per fare un giro. In questo giro guardava dentro la casa e fuori verso il paese le cui case dominava dall'alto. Ripetendo il giro in continuazione ogni tanto notava qualcosa di nuovo mai visto prima.

Altre volte si sedeva tranquillo in una stanza e guardava gli scaffali. Poi il titolo di un libro lo incuriosiva ed incominciava a sfogliarlo. Oppure notava qualche strano oggetto e provava a vedere da vicino cosa fosse. Poco a poco l'anima della casa gli si rivelava. Gli sembrava di sentire le voci dei suoi propietari e dei suoi famigliari. Quella casa era ormai anche sua. Nelle notti insonni avrebbe potuto a piacimento percorrerla con l'occhio della mente. E nei suoi sogni avrebbe di sicuro rifatto la colazione in una luminosa cucina davanti a un paesaggio di cartolina.

Lo scandalo della Croce