Amour

Un anno dopo Melancholia ecco un nuovo stupendo affresco di immagini depressive mai visto al cinema.

Il suo autore e' Haneke e mentre nel primo film le immagini della depressione si basavano su un nuovo pianeta che distrugge la Terra; qui il pianeta Melancholia e' sostituito da una "banale" serie di ictus che riduce la protagonista a un vegetale.

E' banale perche' la protagonista e' ottantenne e tutti a quell'eta' dobbiamo morire in qualche modo. Ma come si dice : non esiste una maniera bella di morire tranne che nei film. Ma Haneke non usa trucchi per addolcire la pillola e fin dalla prima scena in cui la polizia irrompe spaccando una porta in una casa dove si indovina emanare cattivo odore; per scoprire il cadavere della protagonista gia' in decomposizione ma perfettamente vestito e disposto tra i fiori sul letto, e' chiaro a tutti come andra' a finire.

Questo somiglia al preludio di Melancholia. Solo che qui la musica di sfondo non e' quella di Wagner. Niente deve interferire con la nostra esperienza se non il marito (amorevole?!) che ci prendera' per mano e ci condurra' scalino dopo scalino nella sua infernale discesa fino a costringerci all'estremo gesto di amore(?!) aiutandolo a disfarsi della moglie che ormai ridotta a vegetale non fa che ripetere "mal mal mal mal". Come quei nazisti che sperimentavano con le madri riuscendo a fargli ammazzare il figlio.

Il film e' crudele perche' la vita e' crudele e la colpa del regista e' quella di dipingere senza filtri la realta'. In effetti cio' che e' difficile non e' creare immagini depressive (basta ritrarre fedelmente la realta') ma creare , in situazioni cosi' tragiche, delle immagini positive.

Dopo la scena iniziale ecco l'unica scena al difuori della casa dei protagonisti : gli spettatori di un concerto. Tra di loro ci sono i 2 protagonisti ma facciamo fatica a conoscerli. Poi li seguiamo all'uscita del concerto fino a casa. E da qui non usciremo piu' mentre ci chiediamo come mai questa affabile e sorridente signora con un marito amorevole e senza problemi, si ridurra' nel cadavere della prima scena.

Nessun regista forse ha descritto meglio questo calvario che ci aspetta tutti (se riusciremo a vivere fino a quell'eta').

Il primo segno e' banale: come quello che nelle macchine si chiama un "glitch" in inglese. Una piccola malfunzione che dopo un po' sparisce e poi tutto torna normale. Nel film e' la memorabile scena del rubinetto. Sembra tutto a posto ma non lo e'.

A proposito di queste scene "pornografiche" relative alla malattia propinateci da Haneke, la cosa piu' "oscena" nella nostra vita e' che dipendiamo da una volgare macchina : il nostro corpo. E sappiamo benissimo come finiscono anche le migliori macchine. Possiamo essere grandissimi scienziati, avere pensieri sublimi ma se uno stupido condotto del corpo si blocca, in un momento puo' distruggere tutto cio' che siamo.

Nel caso del film sono necessarie piu' otturazioni che intervengono a distanza di tempo per rendere la protagonista un vegetale e la vita del marito un inferno.

Quel corpo dolorante e' ancora la moglie? L'Uomo delle Liste ricordo' il corpo sparuto e dilaniato della madre dopo la morte sopravvenuta dopo due anni di malattia. Si disse allora: no questo corpo non e' piu' mia madre. E forse non lo era piu' anche negli ultimi tempi della malattia.

Nel film , dopo il solito iter ospedaliero dopo il primo ictus, la protagonista torna a casa. Ragiona ancora perfettamente (ha solo una paralisi in meta' del corpo) e si fa promettere solennemente dal marito che le risparmiera' un ritorno in ospedale.

Nel film ci sono solo due scene "allegre" : l'arrivo di una carrozzella a motore e la protagonista che si diverte a guidarla. E alla fine, dopo la morte, la protagonista che "resuscita" come se non fosse successo niente e chiede al marito di seguirla per uscire fuori.

Quest'ultima scena e' ovviamente immaginata dal marito dopo che ha disposto la moglie sul letto come l'abbiamo vista all'inizio, sigillando le porte della stanza con nastro adesivo.

Accanto a una serie di scene di vita reale: la visita di un allievo (i due sono maestri di musica), le visite della figlia dispiaciuta ma impotente, il lavoro dell'infermiera sulla paziente, la cacciata della stessa che se ne va irata, il marito che accudisce la moglie. etc; abbiamo anche delle scene oniriche inquietanti presumibilmente del marito. Un giro nel palazzo che si e' allagato finche' una mano non cerca di soffocarlo, un piccione che si intrufola in una delle stanze vuote e la prima volta e' liberato , la seconda intrappolato con una coperta e presumibilmente soffocato. Queste non fanno che prepararci alla scena madre alla fine del film del "mostro gentile" del marito che prende e soffoca la moglie con un cuscino .


Giornate piene di sole e di vento