Amare un Luogo

L'Uomo delle Liste come tutti gli Asperger aveva emozioni anche forti. Ma erano emozioni semplici come quelle di un bambino. Paura, tristezza, rabbia, gioia. Era colpito dal fatto che gli altri avevano emozioni molto piu' complesse per lui incomprensibili e che queste emozioni fossero spesso collegate ad altre persone.

Erano letteralmente legati agli altri attraverso le emozioni e guidate da queste. L'amore e l'odio per una persona principalmente che talvolta si sovrappongono. Anche se non sentiva queste emozioni poteva capirle.Anche l'uomo delle Liste provava un forte attaccamento emozionale ma per i luoghi. Amava tanto una citta' che ogni volta che ci ritornava diceva tra se e se: ecco fra poco saro' tra le braccia della mia amata e tutti i miei problemi saranno risolti! Oppure ricordava ancora certe case che aveva affittato per le vacanze : quando le aveva visitate aveva sentito come un colpo di fulmine e quando il padrone aveva acconsentito ad affittarla, non dormiva la notte pensando alla nuova casa. Finalmente era entrato e per un mese l'aveva posseduta. Ed ora ancora la ricordava, bella come la prima volta. Erano queste emozioni che gli avevano fatto comprendere cosa poteva essere l'amore.

Quando andava in una citta' dove non era stato prima, cercava subito quel percorso, quella passeggiata, quei luoghi , che l'avrebbero per sempre legato a quella citta'. Quando riusciva a trovare quello che chiamava "il centro del mandala" di quella citta', allora era felice perche' quella citta' ormai era sua: ogni volta che sarebbe tornato avrebbe ritrovato quel luogo magico e si sarebbe sentito bene.

Dove viveva ed aveva la sua casa non si sentiva bene : aveva cercato di scoprire anche li un luogo magico, ma la citta' era troppo rumorosa, caotica, sporca, senza spazi verdi. Camminando in quella citta' era in uno stato di perenne allarme, una fuga continua, per rifugiarsi al sicuro nella sua casa o al suo posto di lavoro. Solo nei giorni di festa, quando usciva tardi e la gente era tutta a mangiare dentro casa, si sentiva piu' calmo e poteva apprezzare il sole, il mare, la maesta' della cattedrale. Oltre ad alcune citta' c'erano altri luoghi che ricordava con piacere e dove ogni tanto tornava. Primo di tutti il suo sentiero sulla Montagna Magica, poi una chiesa in cima alla collina alla periferia di una grande citta', una passeggiata lungo il mare in una citta' di vacanze, una passeggiata lungo il fiume in un'altra citta' dove tornava spesso. Erano i suoi posti dell'anima. Come l'aveva sentiti chiamare in un film dove il protagonista, allo stadio terminale per una malattia incurabile, prima di morire, ritorna a questo posto magico.

Qualche volta aveva pensato di poter usare il suo amore per i luoghi per innamorarsi di una donna e legarsi ad essa. Ma non era per niente facile. Perche' la sua comprensione dell'amore era tutta logica, cerebrale. Mentre gli altri non hanno bisogno di pensarci. L'innammoramento avviene e basta. Dopodiche', sempre senza pensarci, sanno gia' cosa fare. Tutto e' spontaneo, naturale, senza sforzo. Come se gia' tutto fosse scritto dalla nascita nel cervello. Invece per lui era un cammino minato, una corsa al buio. Andare sulla lama di un rasoio in uno stress continuo. Capire e' una cosa, agire senza avere la conoscenza innata e' un'altra cosa. E' come chi e' nato cieco ma con gli occhi che funzionano bene. Anche se gli ridate la vista, non vedra' mai: sara' tutto confuso, un incubo. Da cui puo' salvarsi solo tornando al suo mondo da cieco.


Una giornata interessante