La memoria come accrocchio

Gary Marcus memory kluge

Confrontando la memoria perfetta del computer con la memoria umana viene fuori il fatto che la memoria umana e' un meraviglioso accrocchio. Riusciamo a memorizzare un numero incredibile di informazioni ma non sappiamo dove ,nel cervello, vanno a finire. Ne' tantomeno riusciamo a richiamarle a nostro piacimento. Il richiamo non avviene in maniera logica, come nel computer, dove dando il nome di "Ciccio Baciccio" viene calcolato l'indirizzo in memoria dove sono tutte le informazioni che lo riguardano, ma in maniera piu' o meno casuale a seconda del contesto in cui ci troviamo.

Questo sistema di richiamo dipendente dal contesto funziona benissimo in tutte le azioni che condividiamo coi nostri cugini del mondo animale e che ci permettono di cavarcela nella vita di tutti i giorni. Ad esempio quando guidiamo una macchina non abbiamo problemi di memoria. Tutte le nozioni che ci servono sono li quando ci servono senza apparente sforzo.

Il problema sorge se invece vogliamo utilizzare la capacita' tipicamente umana di programmare una serie di azioni per raggiungere uno scopo. La mattina posso programmare di fare al lavoro una certa cosa. Pero' poi quando sono al lavoro il contesto sfavorevole tipo l'inevitabile calo degli zuccheri perche' non faccio colazioni abbondanti mi fanno completamente dimenticare i "buoni propositi" portandomi a fare cose che mi permettano di far passare veloce il tempo in modo da arrivare al piu' presto alla copiosa cena serale.

Nel contesto "essere affamati" il nostro cervello e' portato a ricordare cose che ci permettono di soddisfare la fame. Se si e' depressi si ricordano per lo piu' cose spiacevoli aumentando la depressione, e cosi' via...

In questa situazione i trucchi per aiutare la memoria che piu' funzionano sono quelli che cercano di creare un contesto il piu' favorevole possibile alle cose che vogliamo ricordare.

Vi e' mai capitato di tornare dopo tanti anni in una citta' ed ,appena usciti dalla stazione, il vostro corpo si dirige in maniera quasi automatica in una certa direzione, ritrovando un cammino fatto altre volte senza sforzo. A ogni angolo come per miracolo vi ricordate cio' che troverete dopo. Ma se qualcuno vi avesse chiesto il giorno prima di descrivere la via da fare e cosa avreste trovato, sareste rimasti senza parole.

Nel metodo dei loci e' il palazzo (o la citta') della memoria a fare da contesto a ogni cosa che vogliate ricordare. Invece di andare di persona in una citta' reale, ci andate col pensiero ed a ogni "locus" ritrovate cio' che avete lasciato il giorno prima.

Se invece si segue la via dei rapper e' il ritmo e la musica di un rap a costituire il contesto che puo' farci ritrovare con facilita' tutta una serie di nozioni prima immagazzinate.

Infine per gli attori che hanno bisogno di imparare a memoria tutte le battute, il contesto e' rappresentato dalla scena del dramma stesso e dagli attori che recitano insieme. Un attore guarda il suo interlocutore sulla scena e la sua battutta gli viene come per miracolo dall'espressione dell'altro. Anche qui non fa che ripercorrere un cammino gia' fatto in una citta'. Quando si trova all'angolo della via X come per incanto la sua memoria gli fa vedere la Cattedrale che si trova dietro l'angolo. Ma se gli chiedete le battute una a una fuori dalla scena non saprebbe cosa dirvi a meno di non ricostruire con l'occhio della mente la scena.

Le stimmate